Rara Piol

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Monthly Archives: giugno 2013

Sei progetti su come allestire il museo “Rodolfo Lanciani”

Presentazione nell’ex convento San Michele a Montecelio

di Rara PiolIMG_0586

A un anno dall’apertura del Museo civico “Rodolfo Lanciani” nell’ex Convento di San Michele a Montecelio, giovedì 20 è stata inaugurata la mostra “Un museo interpretato”, con l’esposizione di sei proposte di allestimento ideate da un gruppo di studenti dell’ultimo anno di specializzazione in Design dei Sistemi dell’ISIA di Roma, coordinati dall’Architetto Stefano Salvi e dal tutor Marco Ripiccini, con la collaborazione di Valentina Irritano. La mostra è il frutto di una ricerca sui modi e i metodi espositivi che, dopo la valutazione dell’amministrazione comunale, saranno attuati per un sistema di allestimento dedicato all’esposizione permanente da realizzare nei locali dell’ex Convento.

“I sei progetti – spiega l’architetto Salvi – hanno valenze differenti ma un unico obiettivo, quello di inserire nel progetto espositivo una serie di potenzialità di interazione tra ciò che deve essere compreso all’interno del museo e ciò che il museo stesso espone, attraverso una serie di strumenti che verranno poi illustrati durante la presentazione”.

All’incontro, moderato dal funzionario comunale alla Cultura Antonio Capitano, è intervenuta Annamaria Bruto, conservatrice del museo, che ha ricordato ai presenti la nuova sezione “Scripta manent”, dedicata alla scrittura in epoca romana e ancora in fase di allestimento, oltre a Stefania Panella, Direttore Archeologo Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. “Oggi – ha detto la Panella – il museo è sì il luogo della narrazione storica, ma con sistemi di comunicazione all’avanguardia. Proprio per questo – prosegue la Dott.ssa Panella – è necessario trasmettere l’importanza del legame che ogni materiale rinvenuto ha con il suo territorio e di conseguenza con i cittadini che lo vivono”.

“I progetti in mostra – ha commentato il sindaco di Guidonia, Eligio Rubeis – sono tutti molto interessanti e forse bisognerebbe prendere uno spunto da ognuno. Cercheremo, anche in base alle risorse dell’Amministrazione, di attuare alcune delle proposte, come ad esempio l’inserimento delle teche o la copertura del chiostro. Inoltre – ha aggiunto Rubeis – vorrei ringraziare il dirigente alla Cultura Aurora Mancaniello, per la sua preziosa collaborazione”.

Tra i relatori sono intervenuti anche Elena Calandra, Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, che ha ribadito l’importanza di inserire quegli elementi innovativi che rendano il museo un luogo di aggregazione, attraverso un costante processo di rinnovazione, e l’Assessore alla Cultura Enrico Scattone, che ha sottolineato quanto sia necessario educare il cittadino e condurlo a comprendere ciò che possiede, quel “grande tesoro che è la cultura”.

 

Pubblicato su Tiburno il 25 giugno 2013

 

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Special Guest a Piccole Star, Marco Morandi

di Rara Piol

Marco Morandi, il giorno delle sue nozze

Marco Morandi, il giorno delle sue nozze

Marco Morandi, classe 1974, figlio del celebre cantante e attore Gianni Morandi e dell’attrice Laura Efrikian, ha iniziato a suonare studiando il violino dai 5 ai 15 anni. Nel 1997 con alcuni compagni di classe fonda il gruppo musicale dei Percentonetto con cui partecipa al Festival di Sanremo nella Categoria Nuove Proposte presentando il brano “Come il sole”. Nel 1999 affianca il padre Gianni nelle quattro fortunate puntate di “C’era un ragazzo”, trasmesse su Raiuno. Nel 2000 partecipa al film “Liberate i pesci” diretto da Cristina Comencini, figlia di Luigi, e nel 2002 partecipa come solista al Festival di Sanremo con il brano “Che ne so”, poi incide l’album “Io nuoto a farfalla”. Ha recitato nel musical “Gianburrasca ”, vestendo i panni del protagonista Giannino Stoppani. Da anni Marco canta nella Rino Gaetano Band e nell’ultimo spettacolo teatrale “Nel nome del padre, storia di un figlio di…”, ha presentato alcuni brani tratti dal nuovo cd “Non basta essere te” . È sposato con Sabrina Laganà e ha tre figli, i gemelli Leonardo e Jacopo (nati nel 2007) e Tommaso (nato nel 2009), con i quali vive nella villa storica di Tor Lupara dove, amante della natura come papà Gianni, ama dedicarsi alla cura del suo splendido giardino.

Nonostante il suo fitto calendario di impegni estivi ha accettato il nostro invito con l’entusiasmo e la sensibilità che da sempre dimostra nei confronti delle iniziative dedicate ai giovani e alla loro espressione nel mondo artistico. Sarà proprio lui, Marco Morandi lo special guest di Piccole Star nonchè membro della giuria tecnica di qualità che, durante la serata evento del 28 giugno, valuterà le performance dei piccoli talenti in gara. Forse non tutti sanno che il figlio d’arte dell’eterno ragazzo, amato da tutti, è nato e cresciuto nella villa storica di Tor Lupara che negli anni ’70 era frequentata da artisti di calibro internazionale e dove oggi ha allestito una vera e propria sala di registrazione. Da papà Gianni ha ereditato l’amore per la musica che da sempre è sua compagna di vita mentre sua madre Laura gli ha trasmesso la passione per il teatro nel suo più puro significato di comunicazione . Un connubio artistico che ha trovato piena e convincente espressione nelle opere interpretate di recente : “Nel nome del Padre, storia di un figlio di…” e “Non c’è due senza te” che stanno riscontrando grande apprezzamento . Lo scorso settembre Marco ha sposato la sua compagna di sempre, Sabrina Laganà con cui condivide la gioia di crescere i loro tre meravigliosi figli , i gemelli di sei anni Leonardoe Jacopo, e Tommaso,4 anni, che durante la cerimonia civile, celebrata nel comune di Fonte Nuova hanno portato le fedi a mamma e papà.

Marco, quando ha capito che la musica sarebbe stata la professione della sua vita?

Quando ho cantato per la prima volta una canzone accompagnandomi col pianoforte, avrò avuto circa 13 anni. Suonavo già il violino da quando ne avevo cinque e ricordo che la prima volta che mi sono esibito per il saggio finale a casa della mia insegnante è stata una grandissima emozione, ma la musica non mi aveva ancora conquistato visceralmente. Suonare e cantare invece… è un’altra storia, almeno per me.

Nello spettacolo “Nel nome del padre, storia di un figlio di…” che ha scritto ed interpretato ultimamente risponde in maniera ironica alla fatidica domanda ‘Come è essere il figlio di Gianni Morandi..

Mi rendo conto che dovunque io sia, anche quando vado in giro per concerti, la curiosità di sapere com’è mio padre, cosa si prova ad essere suo figlio è grandissima e allora l’idea di rispondere a più persone contemporaneamente con uno spettacolo era un modo divertente di “esorcizzare” il peso di essere ‘figlio di’ che naturalmente mi rende una persona molto fortunata.. Nello spettacolo parlo dei lati della medaglia “essere figlio di..”, quelli positivi e quelli negativi, il tutto in maniera molto ironica. Venite a vedere lo spettacolo e capirete…

Oggi è padre anche lei di tre bambini. I suoi figli hanno già manifestato qualche lato artistico?

Leonardo è lo studioso di casa e un grande appassionato di sport, Jacopo sembra molto dotato nel disegno. Morandi è un nome ben noto anche in pittura.. ci risiamo! E Tommaso, il piccolino della famiglia, è un bel birbante!

È molto impegnato con la musica e il teatro. Cosa rappresentano per lei?

Il teatro è il luogo dove il dialogo con il pubblico è più intimo, intenso ed efficace. La musica è la mia vita, nello spettacolo “Nel nome del padre, storia di un figlio di…” canto anche alcune canzoni del mio ultimo lavoro discografico “Non basta essere te”, e da anni mi esibisco in concerti dal vivo con la Rino Gaetano Band, dove sfogo la mia passione per l’eccezionale Rino.

Tra gli insegnamenti di suo padre qual è quello che la guiderà sempre nel rapporto con gli altri?

Mi ha insegnato molte cose e tra tutte non dimenticherò mai il valore per il rispetto e la considerazione di chiunque, qualunque ruolo lavorativo ricopra ,nel nostro caso dal manager al facchino…

Il suo consiglio alle nostre Piccole Star.

Gli consiglio vivamente di prendere la serata come un gioco, proprio perché sono giovani. C’è ancora tempo per fare delle scelte consapevoli!

I suoi prossimi impegni artistici?

Il lavoro in teatro con i miei due ultimi spettacoli mi impegna molto e ho intenzione di proseguire, considerato il successo. Continuerò inoltre ad esibirmi con la Rino Gaetano Band sui palcoscenici italiani.

 

Pubblicato su Tiburno il 25 giugno 2013

 

Massimiliano: «Fiero del mio “gioiellino” anni ‘90»

di Rara Piol

Massimiliano Girgenti in pista

Massimiliano Girgenti in pista

Massimiliano Girgenti, classe 1984, vive a Mentana con i suoi genitori, entrambi di origine siciliana. Nato sotto il segno dell’Ariete, la sua è una personalità del tutto eclettica: ama il cinema, la musica, la lettura e allo stesso tempo nutre e coltiva passioni particolari quali il bartending (la tecnica acrobatica americana associata alla figura del barman) e l’acquariofilia. Neolaureato in Ingegneria Chimica, nel tempo libero è in pista, alla guida della sua Honda Civic VTI del 1995, della quale è letteralmente innamorato. Quando può si dedica all’arte del modellismo e della fotografia. Grande amante dello sport e delle arti marziali, è istruttore da anni di Kung Fu e si diletta in altre discipline come lo snowboarding, il calcio e la beach volley.

Non sempre l’ultimo modello di automobile rappresenta l’oggetto del desiderio dei giovani. C’è chi infatti, come Massimiliano, 29enne di Mentana, ha scelto un’auto che ha fatto furore negli anni ’90 e che lui stesso definisce un ‘gioiellino’ divertente da guidare. Un cocktail di filosofia zen e adrenalina sulle 4ruote: neolaureato in Ingegneria Chimica, Massimiliano Girgenti passa con disinvoltura dalla disciplina della meditazione al ritmo frenetico dell’alta velocità. Due estremi, si potrebbe pensare, ma non per lui che racconta come la calma e la concentrazione acquisite negli anni con il Kung Fu lo abbiano aiutato a gestire situazioni alla guida in cui, confessa, “c’è stato poco tempo per pensare”… Un amore a prima vista quello per la sua Honda Civic VTI e un legame speciale con il mondo dell’automobilismo che ha coinvolto Massimiliano fin da bambino quando il suo passatempo preferito era assemblare e modificare modellini.

La tua Honda appartiene alla gamma delle auto storiche che hanno fatto breccia nel cuore degli appassionati delle sportive.

E’ vero, parliamo di una piccola bomba degli anni ’90 con un motore aspirato 1.6 da 160 cv e delle soluzioni tecniche a livello di propulsore e di telaio che oggigiorno vengono adottate soltanto su automobili sportive ad alte prestazioni. Su questo prototipo la Honda ha sviluppato tutti i modelli di prestigio che negli anni a seguire hanno destato lo stupore degli appassionati di automobili.

E’ sempre stata l’auto dei tuoi sogni o l’hai scelta per caso?

E’ stata una scelta del tutto casuale e nello stesso tempo un amore a prima vista. Quattro anni fa ho dovuto rottamare la mia prima auto perché a causa di un difetto di fabbricazione il motore si era fuso e tutta la mia manutenzione maniacale era servita a poco. Il caso ha voluto che la mia officina di fiducia fosse specializzata proprio nel marchio Honda. I due proprietari, che oggi sono diventati degli ottimi amici, mi hanno consigliato proprio questa Civic VTI del ’95.

Come tutti gli appassionati hai un rapporto speciale con lei…

Speciale è dir poco, agli occhi dei miei amici posso tranquillamente dire di sembrare “matto” a volte, già per il fatto che con la mia macchina ci parlo. La maggior parte del mio tempo libero la passo in officina nel tentativo di riportare l’auto nelle sue condizioni di piena efficienza, di rimuovere le componenti usurate dal tempo o i piccoli difetti che un’auto di quasi vent’anni può avere. Insomma è una continua ricerca della perfezione meccanica.

Anche perchè la porti spesso in pista…

Partecipo a delle manifestazioni chiamate “Track Days” dedicate agli amanti delle automobili e durante le quali è permessa la circolazione turistica di automobili stradali all’interno di alcuni autodromi Italiani. Non si tratta di competizioni e con una spesa contenuta e un treno di pneumatici adatti il divertimento è assicurato. Naturalmente in questo caso non ci sono limiti di velocità da rispettare per cui è necessario fare molta attenzione in quanto possono sfrecciarti accanto anche delle supercar come Ferrari o Lamborghini.

Emozioni e adrenalina sono comunque assicurate !

Direi proprio di sì… E’ un pò come portare un bambino in un negozio di caramelle e lasciargli fare quello che vuole. La pista ti svuota la mente, ti stampa un bel sorriso sul volto e ti fa star bene. Fermo restando che l’ingrediente fondamentale rimane la concentrazione.

Per un istruttore di Kung Fu non dovrebbe essere tanto difficile gestire l’autocontrollo.

In effetti la capacità di concentrazione acquisita negli anni mi aiuta molto alla guida e mi fa stare tranquillo, anche in quelle situazioni in cui c’è poco tempo per pensare.

Parliamo del classico connubio donne e motori: se dovessi associare una macchina alla tua donna ideale, quale sceglieresti?

Quando si sceglie un’auto, e del resto anche la propria donna, non ci si limita a guardare con gli occhi. L’unica cosa sensata da fare è affidarsi alle sensazioni che sono in grado di suscitare in noi… La ricetta del legame perfetto sta proprio in quello che s’instaura e che magari è invisibile agli occhi degli altri. Se dovessi associare una macchina alla mia donna ideale, sceglierei proprio la mia Honda Civic. La guido tutti i giorni, è affidabile, adoro la sua linea sempre attuale, il suo cuore resta tra i migliori motori prodotti fino ad oggi, è resistente e performante allo stesso tempo e poi riesce a trasmettermi emozioni uniche mentre la guido.

Nel panorama delle auto moderne quale casa automobilistica ti affascina di più?

Beh, per quanto riguarda il settore di ricerca e sviluppo direi che la Ferrari è sicuramente tra le case automobilistiche più interessanti, gli ultimi modelli prodotti sono delle opere d’arte più che delle semplici auto.

Pensando ad un viaggio dei sogni al volante della tua Honda quale meta sceglieresti e chi porteresti con te?

Tempo fa alcuni giornalisti si sono interrogati su quale fosse la strada più bella da percorrere in auto e alla fine la scelta è ricaduta su un tratto lungo 99 km che congiunge Davos, in Svizzera, al passo dello Stelvio. Dalle immagini che ho visto sembra davvero un itinerario stupendo. Per un’avventura del genere porterei con me tutti i miei amici amanti dei motori, ma ognuno rigorosamente con la sua auto!!!

 

Pubblicato su Tiburno il 16 aprile 2013

 

«Suggerisco agli studenti di seguire i loro interessi»

Ecco come la scuola aiuta a scegliere l’istituto superiore

di Rara Piol

Maria Fiorenza Virgallito

Maria Fiorenza Virgallito

Maria Fiorenza Virgallito, classe 1964 e origini lucane, è cresciuta e ha studiato a Torino, città dove ha conseguito la laurea in Lettere moderne. Vive con la sua famiglia a Santa Lucia da circa 12 anni e insegna lettere all’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello”, presso il quale si occupa, insieme alla Professoressa di religione Marilena Chiulli, anche dell’orientamento degli allievi delle terze medie nella scelta all’iscrizione della scuola superiore.

A pochi giorni dall’inizio degli esami di licenza media, l’insegnante Virgallito ci spiega molto chiaramente quali sono gli strumenti adottati dall’Istituto e da lei personalmente per “accompagnare” gli alunni che affrontano il passaggio dalla scuola media inferiore a quella superiore.

È cambiato l’orientamento nella scelta della scuola superiore? E se sì, come?

Credo che più dell’orientamento sia cambiata la percezione che i ragazzi hanno della realtà e questo, a mio parere, è dimostrato dal distacco che hanno verso tutto quello che accade nel mondo, compiendo inevitabilmente una scelta che riguarda il momento piuttosto che un eventuale futuro, anche lavorativo. Qui alla Luigi Pirandello osserviamo i nostri alunni in tutto il loro percorso formativo e cerchiamo di fornirgli nei tre anni di scuola gli strumenti idonei ad una scelta più vicina alla loro personalità e alle loro propensioni. Abbiamo proposto anche test attitudinali, reperiti online sul sito della regione Venezia Giulia, che però tracciano un profilo dell’allievo basato più sui suoi interessi che sulle competenze. Abbiamo inoltre un ottimo rapporto con gli istituti superiori di Monterotondo, con i quali organizziamo riunioni circa quattro volte l’anno, proprio per favorire un migliore orientamento.

Quali sono secondo lei le materie in cui i ragazzi vanno meglio? E perché?

Osservando gli alunni negli ultimi anni devo ammettere che la situazione è abbastanza eterogenea e la maggior parte di coloro che eccelle, lo fa anche perché si sente gratificato. Poi c’è chi studia per senso del dovere e chi è più selettivo e decide di dedicarsi solo alle materie che preferisce. Diciamo che qui gli allievi hanno solitamente la media dell’8 e concludono gli esami spesso con la lode e, nonostante ci sia chi è più portato per le materie umanistiche piuttosto che per quelle scientifiche, noto che c’è un forte equilibrio alle scuole medie.

I test Invalsi sono per molti oggetto di critica, per altri uno strumento appropriato. Cosa crede sia cambiato nell’insegnamento dalla loro introduzione?

Fondamentalmente non è cambiato nulla. Sono d’accordo con l’introduzione di valutazioni esterne, ma reputo questi nuovi test troppo meccanici e soprattutto basati su standard generali che favoriscono una comparazione che non tiene conto né delle diverse aree geografiche né delle differenti situazioni sociali. Credo siano utili ai fini didattici per noi insegnanti, poiché possono indicarci in quali campi lavorare meglio, senza cadere però nell’errore di alcuni che concentrano tutto l’anno scolastico nella preparazione degli alunni a queste prove. Purtroppo i test Invalsi, specialmente per gli esercizi di italiano, richiedono una grande capacità di ragionamento e i giovani di oggi non sono più abituati a riflettere, tra computer e iPad, manca l’equilibrio. Ho intenzione di proporre l’inserimento della “Philosophy for Children”, che non riguarda la storia della filosofia ma piuttosto un curricolo educativo e un ideale pedagogico, che invita il ragazzo alla riflessione.

Crede che le famiglie debbano incidere sulla scelta della scuola superiore dei propri figli? Se sì, in che misura?

L’influenza dei genitori ha sempre avuto un grande peso sulle decisioni dei figli e questo a volte è un bene e altre no. Sarebbe necessario trovare il giusto equilibrio nel dare consigli e allo stesso tempo lasciare ai ragazzi la libertà di scegliere da soli come costruire il proprio futuro. Noi come insegnanti cerchiamo di fornire alla famiglie un giudizio orientativo sull’atteggiamento a scuola degli alunni, ma i genitori seguono sempre meno i nostri consigli.

Meglio gli istituti di Roma o quelli della zona?

Personalmente consiglio ai miei studenti e alle loro famiglie di scegliere scuole nelle zone limitrofe, soprattutto Monterotondo. E questo non solo per l’eccellenza del corpo docente, è bene sfatare il mito che le scuole migliori si trovano solo a Roma, ma anche per le difficoltà del pendolarismo: il tragitto casa-scuola-casa stanca l’allievo che tende a distrarsi molto di più e ad accantonare lo studio per dedicarsi ad altre attività più distensive.

Parliamo ora dell’Istituto Comprensivo Luigi Pirandello, qual è il vostro metodo di insegnamento?

Abbiamo 13 classi e questo ci dà il vantaggio di essere un gruppo di docenti davvero affiatato. Oltre all’ottimo rapporto tra colleghi, tengo a sottolineare la grande collaborazione da parte della segreteria didattica, soprattutto nella figura di Tiziana Luffarelli. Per quanto riguarda l’insegnamento abbiamo scelto di seguire le indicazioni nazionali, stabilendo tutti insieme all’inizio di ogni anno un percorso con determinati obiettivi. Poi è naturale che la scelta dei contenuti didattici cambi da docente a docente, ma la programmazione deve essere collegiale. Ci piace lavorare in squadra e siamo sempre alla ricerca di nuove sfide e progetti.

Quali progetti?

Diamo molta importanza al curricolo locale, cercando di scegliere una tematica che coinvolga i dipartimenti del territorio, dalla scuola materna a quella media. Quest’anno abbiamo affrontato il tema del “bene comune”, parlando con gli alunni di tradizione, educazione stradale e memoria (con un lavoro specifico sulla storia della Shoah) e lunedì 10 giugno c’è stata la rappresentazione finale in Piazza delle Rose a Santa Lucia. Con i ragazzi abbiamo partecipato a moltissimi concorsi di poesia e arte, ottenendo ottimi risultati e spiegando loro che, nonostante vincere piaccia a tutti, noi aderiamo a queste iniziative non per competizione ma per la possibilità di confronto. Inoltre con la Dottoressa Di Pasquale abbiamo lavorato insieme agli alunni ad un progetto di informazione sulle droghe e creato dei video.

All’ingresso dell’Istituto ci sono delle foto di bambini che sorridono. Chi sono?

Vogliamo insegnare ai ragazzi il valore della solidarietà e per questo abbiamo istituito la “merenda solidale”: per cinque settimane una classe alla volta prepara dei dolci (tenendo conto delle allergie e intolleranze alimentari di tutti) e chi vuole partecipare versa la quota di un euro. Con il ricavato di queste merende adottiamo a distanza i bambini meno fortunati. I genitori sono entusiasti di tutte le nostre iniziative e partecipano sempre con grande impegno.

Il suo consiglio ai ragazzi che devono ancora scegliere il proprio futuro.

Suggerisco loro di operare una scelta che privilegi i loro interessi e le loro passioni, perché decidere di iscriversi ad una scuola che non si ama è la strada giusta verso la bocciatura. Io amo il mio lavoro e mi sveglio tutte le mattine con l’entusiasmo di recarmi dai miei allievi. Questo deve essere lo spirito nella vita, sia che si tratti della scuola sia che si tratti del proprio mestiere.

 

Pubblicato su Tiburno il 18 giugno 2013

La Passione Vivente commuove e fa sempre il pieno di spettatori

La sera di sabato 23 marzo di fronte alla chiesa bruciata di via 2 giugno

di Rara Piol20130323_204902

La sera del 23 marzo arte, cultura e religione si sono fuse per la sedicesima edizione della Passione Vivente: la rappresentazione della morte di Gesù. Organizzata dalla Pro Loco di Fonte Nuova in collaborazione con la Parrocchia Gesù Maestro e Don Vito Gomelino, ha visto la regia di Paolo Malavasi. Protagonisti dell’evento i cittadini che, nelle vesti dei diversi personaggi, con il loro entusiasmo e impegno hanno garantito la riuscita della serata.

Una location del tutto suggestiva quella in via 2 Giugno, di fronte alla Chiesa bruciata: le scenografie lungo la collina, allestite da Roberto Caroni, Terzo Togninelli, Salvatore Fravili, Luigi Mattei e Fausto Di Gennaro, hanno ricostruito con grande realismo gli ambienti in cui si è consumata la morte di Cristo. I costumi di Ambra Cola e Lucia Ambrosetti hanno riportato per una notte i fontenovesi in un’altra epoca e le musiche, realizzate da Alessandro Aliscioni e Andrea Malavasi (che si è occupato anche del mix) hanno attribuito all’evento un’atmosfera quasi cinematografica. “Ci siamo preparati da gennaio – ha spiegato Maria Trisolini, presidente della Pro Loco – e la saletta dell’oratorio messa a disposizione dalla Parrocchia Gesù Maestro è diventata un punto di aggregazione, soprattutto per i giovani che anche quest’anno hanno partecipato numerosi”.

Era presente anche il sindaco Graziano di Buò che, dopo aver ringraziato il lavoro delle forze dell’ordine, ha augurato a tutti i cittadini una buona Pasqua.

 

Pubblicato su Tiburno il 26 marzo 2013

“E quindi… Balliamo” quando la danza incontra la solidarietà

A presentare lo spettacolo di beneficenza Angie Grey la carismatica coreografa britannica

di Rara Piol

Angela Burleigh e le Starlight's Angels

Angela Burleigh e le Starlight’s Angels

L’Associazione “Raffaella D’angelo” Onlus, in collaborazione con l’A.S.D. The Starlight Company, una fra le più importanti scuole di danza della nostra zona, ha organizzato la 5° edizione di “…e quindi… Balliamo”, una serata di beneficenza che si è tenuta il 13 gennaio 2013 alle ore 19 e 30, presso il teatro dell’Aeroporto di Guidonia. Sul palcoscenico si sono esibiti ballerini di tutte le età e discipline: modern jazz, hip hop e danza moderna. Una location insolita forse, ma completamente gratuita che ospita l’avvenimento già da due anni.

Ha presentato l’evento Angela Jane Burleigh, in arte Angie Grey, una carismatica coreografa britannica approdata a Roma negli anni ottanta, fondatrice dell’A.s.d. The Starlight Company. Conseguito il diploma presso l’Italia Conti Academy of Theatre Arts, Angie ha partecipato con la sua scuola a diversi concorsi in ambito regionale. Insegna ormai da più di vent’anni e intende la danza come uno strumento di diffusione culturale: una visione del tutto anglosassone che concepisce il movimento come performance artistica e non come competizione sportiva. Fondamentale per Angie è la qualità della formazione degli insegnanti, che devono essere certificati secondo le loro competenze sia in campo artistico sia in quello conoscitivo dell’anatomia del corpo umano. Il metodo che segue è quello dell’Imperial Society of Teachers of Dancing, che vuole promuovere l’educazione dell’arte della danza in ogni sua forma. È una donna con una forte personalità: ama occuparsi della sua numerosa famiglia e confessa che vorrebbe avere il tempo per imparare a suonare il pianoforte. Si tiene costantemente aggiornata sulle tecniche e le novità artistiche, anche alternative, come ad esempio la danza-terapia. “Un’amica, una confidente, una mamma – racconta Sara Silvestri, allieva di Angie da oltre quattordici anni – una persona che trasmette la sua passione per la danza con ogni parte del suo corpo, che ama mettersi in gioco ed è alla costante ricerca di nuove sfide!”.

Protagonista della serata la solidarietà. L’Associazione Raffaella D’Angelo nasce nel 1989 e si occupa di realizzare progetti per il mondo della disabilità. Tra le sue principali occupazioni è di rilevante importanza la creazione del Centro Intercomunale, nei pressi di Palombara Sabina: l’edificio ospita ventitré utenti diversamente abili adulti, per i quali vengono organizzate attività ricreative e settimane a tema. Il centro è stato finanziato dal Comune di Palombara Sabina fino ad oggi. Purtroppo, per mancanza di fondi, ha dovuto chiudere i battenti circa tre mesi fa. Era presente in sala il Presidente dell’associazione, Quirino Gizzi. A chiusura della serata sono stati estratti i numeri vincenti della “sottoscrizione a premi”.

Un evento all’insegna dell’arte in cui la cultura è al servizio della beneficenza. Un cocktail di passione, qualificazione e solidarietà che ha regalato ai presenti una piacevole serata di intrattenimento artistico.

 

 Pubblicato su Tiburno il 22 gennaio 2013

Nonna Gina, festa per i suoi 104 anni

di Rara Piol

Gina Restante con la figlia Mariella e il Sindaco Graziano Di Buò

Gina Restante con la figlia Mariella e il Sindaco Graziano Di Buò

Sabato 12 gennaio Gina Restante ha festeggiato il suo centoquattresimo anno di vita, circondata dai parenti e gli amici che le vogliono bene nella casa di riposo Villa Lucrezia romana di via Cicerone. Nata nel 1909 a Licenza, un piccolo comune della provincia di Roma, è stata proprietaria di una merceria nella quale ha lavorato fino al pensionamento. Sopravvissuta a sette fratelli e dopo aver sconfitto il cancro al seno, è ricoverata da quasi un anno nella casa di riposo di Fonte Nuova, dove si sente coccolata e riceve tutte le attenzioni di cui ha bisogno. “Sei arrivata dove desideriamo arrivare noi”, le confessa una nipote baciandola sulle guance. Viene spontaneo allora interrogarsi su quale sia la chiave per vivere oltre un secolo e la risposta è più vicina di quanto sembri.

“Una donna vivace, intelligente e dal carattere molto forte”: così la dipinge Mariella, sua figlia, che si occupa della madre con dedizione ormai da cinquant’anni. L’elisir di lunga vita sarebbe dunque la famiglia: l’amore e le attenzioni tra le pareti domestiche sono gli ingredienti fondamentali per vivere bene e più a lungo. Se poi in casa si ha la fortuna, come la signora, di avere un genero medico allora il quadro è davvero completo.

Ha preso parte ai festeggiamenti anche il sindaco di Fonte Nuova Graziano Di Buò, che ha reso omaggio alla festeggiata con un variopinto mazzo di fiori. “Alla signora Gina Restante – parla il sindaco – porgo i miei sinceri e sentiti auguri per i suoi 104 anni: un traguardo pieno di storia, di amore e di saggezza. Sia questo giorno un armonioso inno alla vita!”. Un buffet colmo di prelibatezze, un clima di festa e l’affetto di tanti nipoti e amici colorano un giorno importante nella vita della signora Gina che, tra un sorriso e un dolcetto, dà inizio al suo centoquattresimo anno di vita.

 

Pubblicato su Tiburno il 15 gennaio 2013