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Aldo Salucci, “Una settimana fuori dal mondo nell’Oasi di Siwa”

di Rara Piol

Oasi di Siwa - Egitto

Oasi di Siwa – Egitto

Aldo Salucci, 46enne di origini romane, è un uomo con una forte personalità, dal carattere magnetico e affabile, è difficile distogliere l’attenzione dai suoi racconti. Laureato in Farmacia all’Università di Perugia e specializzato in Nutrizione clinica e dietetica, ama prendersi cura del suo aspetto e, grande appassionato di sport, pratica il nuoto, il surf  e come può raggiunge le piste innevate per fare una bella sciata. Oggi Aldo è titolare della nota Farmacia Salucci di Fonte nuova, e convive felicemente trascorrendo le giornate tra le sue passioni sportive, gli amici e il lavoro. Una delle sue più grandi passioni è viaggiare e tra le mete che ha visitato ricorda volentieri l’Egitto, l’Argentina, il Brasile e la California, senza però dimenticare l’Italia con le sue città meravigliose come Palermo e Agrigento.

Laghi e boschi di olivi che si alternano a dune di sabbia e palme: è un altro volto dell’Egitto, lontano dal caos delle città come può essere Il Cairo o dalle classiche mete famose per il mare come Sharm el Sheik o Mars Alam. A pochi chilometri da Marsa Matruh si trova quella che viene descritta come un vero paradiso egiziano, ovvero l’Oasi di Siwa. Una terra di sabbia e sale dove non esiste elettricità e la parola d’ordine è riposo e serenità. Così Aldo, titolare della Farmacia Salucci a Fonte Nuova, due anni fa, ha trascorso sette giorni di assoluto relax tra le dune libiche, alloggiando in un villaggio illuminato dalle candele, in cui ci si veste di compagnia e ci si nutre di conoscenza dell’altro. Un nuovo modo di “vedere” che Aldo ci racconta, portandoci per qualche istante con la fantasia in quell’oasi nel deserto, dove il silenzio e le stelle regnano indisturbati…

Siwa, oasi egiziana poco conosciuta immersa nel deserto libico. Perché questa meta?  

Aldo Salucci

Aldo Salucci

Un carissimo amico egiziano mi ha contattato invitandomi a partecipare a questo viaggio all’oasi di Siwa che aveva organizzato con un gruppo di persone, e amante dei viaggi quale sono, ho accettato volentieri. All’inizio è stato quasi traumatico perché siamo arrivati di notte in questo villaggio completamente al buio, accompagnati dai beduini e potevamo ascoltare solo le nostre voci. Immaginate un gruppo di persone che non si conoscono arrivare in un luogo inabissato nel nulla e senza elettricità! Ricordo che tra una parola di francese e una di italiano, ho conosciuto una ragazza che è diventata nel tempo una grande amica.

Nessun tipo di comunicazione con l’esterno e all’orizzonte solo sabbia. Come ha vissuto questo distacco drastico dal resto del mondo?

In un viaggio di solito ci si distrae con la tecnologia, poi io sono un “internet dipendente”, quindi potete immaginare il disagio iniziale. Arriva un momento però in cui abbandoni le regole del mondo fatto di apparenza al quale sei abituato e ti disinteressi di cosa indossi o se i capelli sono in ordine. Porti agli altri solo te stesso e la voglia di comunicare e stare insieme.

Stare insieme, in che modo?

Bagni di Cleopatra

Bagni di Cleopatra

Nella maniera più tradizionale possibile, riuniti intorno a una tavola. Ricordo questi pranzi e cene interminabili in location sempre diverse, durante i quali tra una portata e l’altra, rigorosamente biologica e a base di verdure, passava un tempo indefinibile. E l’unica cosa che potevi fare era dialogare con i commensali, una sorta di “banchetto di conoscenza” senza fine. Tra un pasto e l’altro ci sono state gite nel deserto e momenti di assoluto relax presso i Bagni di Cleopatra, fonti naturali dove si potevano fare bagni rilassanti. La sera spesso ci riunivamo intorno al fuoco, a parlare per ore sotto le stelle.

Siwa raggiunge l’apice del suo splendore nei mesi di maggio e settembre. Come mai ha scelto di andare proprio a dicembre?

È vero, soprattutto agli inizi di settembre, il clima è stabile e le temperature non superano i 30 gradi. Inoltre piove raramente, perciò si ha la sicurezza di trascorrere giornate soleggiate e notti fresche. Io ho festeggiato lì il Capodanno, ma con un clima che viaggia intorno ai 24 gradi anche di inverno, può essere esate tutto l’anno!

Un viaggio che non si dimentica. Cosa ha lasciato dentro di lei quest’avventura?

Credo che ogni viaggio sia sinonimo di crescita e conoscenza. Siwa è un’oasi nel vero senso della parola, un luogo che sa trasmettere l’importanza e il valore dell’essere umano. Vivendo quest’esperienza, anche se solo per una settimana, ho capito che si può fare a meno di moltissimi artefici che nel quotidiano reputiamo fondamentali. E poi il deserto mi trasmetteva una situazione di pace, in grado di spingerti all’abbandono, al totale rilassamento del corpo e della mente.

A chi consiglierebbe questa meta?

A chi abbia bisogno di un angolo di paradiso dove trovare un po’ di pace e riposo. Durante la notte, nel silenzio assoluto e sotto un cielo di stelle, sei solo con i tuoi pensieri e non puoi ignorarti. È semplicemente meraviglioso!

Argentina, Brasile, California… E se dovesse suggerire una meta italiana?

Senza dubbio Palermo e Agrigento, città a dir poco meravigliose dove ho respirato i colori, i sapori e una gentilezza quasi “antica”, davvero difficile da trovare. Non perdetevi la Scala dei Turchi ad Agrigento, una scala di roccia affacciata sul mare, una vera bellezza della natura.

Con l’estate alle porte, quale sarà la sua destinazione?

Come ogni anno mi recherò in Grecia, più precisamente all’isola di Paros, ormai è come una seconda casa per me. Il mare è favoloso e gli abitanti sono semplici e gentili, senza dimenticare che i prezzi sono più accessibili, soprattutto nell’ultimo periodo.

E la meta dei sogni?

L’Oriente, sono davvero curioso di conoscere la loro cultura, completamente diversa dalla nostra. Mi affascina come destinazione e il prossimo viaggio cercherò di organizzarlo lì.

Consigli di viaggio

  • Portate con voi un paio di scarponcini alti, così da evitare che la sabbia, onnipresente e nota dolente del luogo, si infili nelle scarpe.
  • Nella valigia solo biancheria e vestiti comodi. Ricordate che a Siwa l’apparenza non conta, ma soprattutto che non ci sono prese elettriche, quindi niente phon e cellulari!
  • La marmellata di datteri è una delle loro specialità, non dimenticate di assaggiarla magari spalmata su una crepes.

Pubblicato su Tiburno il 16 luglio 2013

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Daniele Lizambri: “Il miglior professore è quello che, oltre ad insegnare, ci prepara alla vita”

di Rara Piol

Daniele Lizambri

Daniele Lizambri

Daniele Lizambri, classe 1995: hai concluso questo anno scolastico con la media dell’8,5. Qual è il tuo metodo di studio? E quali sono le materie che preferisci?

In realtà aspiravo alla media del 9,1 ma mi sono ritrovato con dei voti finali che non mi aspettavo e non ce l’ho fatta. Quando studio le materie umanistiche di solito sottolineo le parti più importanti, ne trascrivo i riassunti e poi li ripeto. Per quanto riguarda quelle scientifiche eseguo sempre e puntualmente gli esercizi assegnati dal professore, e qualora avessi qualche difficoltà su una determinata cosa, continuo ad esercitarmi finché non la capisco. Tra tutte le materie prediligo la chimica e la biologia, senza accantonare matematica e fisica. Comunque anche la storia e la filosofia non mi annoiano mai. Posso dire che tutte le materie, se affrontate nella giusta maniera, riscuotono il mio interesse.

Quindi passi le tue giornate sui libri?

No, assolutamente! Diciamo che durante l’anno scolastico sono molto impegnato, la mattina sono a scuola e dopo pranzo vado in palestra. Poi il pomeriggio studio, e quando posso aiuto i miei amici che hanno bisogno di qualche ripetizione. La sera la dedico alla mia ragazza o agli amici.

Hai parlato di università, che facoltà sceglierai?

Fin da piccolo la mia aspirazione è soltanto una e non è mai cambiata: voglio diventare medico. È un mestiere che comprende a pieno i valori sui quali la mia famiglia ha costruito la mia educazione. Non vedo l’ora di entrare in un contesto universitario, dove viene premiata la vera fatica, dove vengono valorizzate le proprie forze e il lavoro di équipe è solo quello tra la tua mente e la tua volontà.

Un percorso impegnativo. Credi che la scuola oggi prepari i ragazzi per il futuro?

La situazione scolastica italiana è direttamente correlata a quella economica dello Stato, purtroppo senza finanze la ricerca e la cultura non sono promosse. A colmare queste mancanze dovrebbero intervenire i professori, ma ce ne sono pochi degni di questo compito, e quindi in grado di adempiere in maniera consona. Il professore migliore è colui che oltre ad insegnare le materie puramente scolastiche, prepara i ragazzi alla vita. La scuola è sempre più arretrata nel presente, figuriamoci se può prepararci al futuro.

Cosa cambieresti?

Cambierei il modo di scegliere gli insegnanti e cercherei di far capire agli studenti che, disinteressandosi sempre più della cultura, favoriscono chi al potere è consapevole che, con un popolo ignorante, potrà fare il suo comodo.

Cosa pensi degli adolescenti di oggi?

Le generazioni sono separate da divari enormi da classe a classe. Sarà “per colpa” del progresso che ogni anno gli adolescenti cambiano, a mio parere in peggio, poiché fanno scemare l’importanza di quei valori con i quali i nostri padri e i nostri nonni hanno vissuto semplicemente e serenamente. Si procede verso una standardizzazione di massa, che appiattisce ogni livello della società, facendo fare enormi sacrifici a chi non può permettersi quelle “necessità futili”, rese indispensabile dalla propaganda spietata dei mass media.

Il progresso, dunque anche internet e i social network. Che uso ne fai?

Durante l’anno sfrutto il web per fare ricerche per la scuola e nel tempo libero navigo in siti per ascoltare musica, senza la quale sarebbe impossibile vivere per me. Utilizzo facebook, divenuto ormai indispensabile, anche se non condivido alcun tipo di “web meeting” e preferisco sempre guardare negli occhi una persona e poterla salutare con una stretta di mano. Addirittura le generazioni più moderne, catapultate in questo mondo virtuale fin da piccoli, danno importanza vitale a “mi piace” e condivisioni. Facebook è utilissimo è vero, ma è un arma a doppio taglio, e la lama negativa diventa giorno dopo giorno sempre più affilata.

Si parla sempre più spesso di “fuga di cervelli” all’estero. Tu resterai in Italia o cercherai fortuna altrove?

Sebbene io veda l’Italia come afflitta da metastasi, sono fiducioso e guardando le generazioni prima di me, mi accorgo che esistono persone in grado di cambiare questo sistema corrotto. È per questo che credo nella scienza e nella cultura, come cure di qualsiasi male: da un tumore a una società deviata fino ad arrivare ad annientare anche la mafia e qualsiasi altro orribile morbo che affligge l’Italia. Sono innamorato del mio paese, e se restare qui significherà lottare, lo farò fino allo stremo delle forze.

Dei personaggi che hanno brillato per le loro menti “geniali”, chi citeresti?

Sicuramente Rita Levi Di Montalcini, che è riuscita non solo ad elevare su un altro piano la considerazione italiana riguardo la ricerca, ma ha saputo con estrema intelligenza ed eleganza restituire il giusto valore all’immagine della donna, che viene spesso, e come si sente in questo ultimi tempi, “sotterrata” ingiustamente.

 Pubblicato su Tiburno il 2 luglio 2013

Napoli

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Il pregiudizio non cammina per le strade di Napoli. È piuttosto una patologia che segue coloro che ne soffrono ovunque essi vadano. Un brutto male non conosce confini e non scompare se ci spostiamo. Nei vicoli partenopei si respira l’essenza del sud e ogni angolo ha i colori vividi di un dipinto di Chagall. Chi ha paura di Napoli conosce poco il mondo e si accontenta di viverlo attraverso le parole degli altri. Non mi spaventa Napoli. Mi spaventa l’uomo. E l’uomo è dappertutto.

Rara Piol

Personalità

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Vano tentativo da parte di alcuni quello di dipingersi un carattere che non gli calza, attingendo da tavolozze altrui. Non si possono descrivere colori mai visti. E le imitazioni, con il tempo, perdono il loro fascino ingannevole. È un attimo. Li guardi negli occhi e afferri il vuoto delle loro anime. Personalità. C’è chi ci nasce. Chi sa costruirsene una. E chi, per tutta la vita, è destinato a dipendere da quella degli altri.

Rara Piol

Silvia, Dea Antica Tibur e Miss Motorissima 2012 sarà lei la madrina delle nostre Piccole Star

Speciale Piccole Star

di Rara Piol

Marialuisa Facchini, Marco Morandi e Silvia Antonetti

Marialuisa Facchini, Marco Morandi e Silvia Antonetti

Silvia Antonetti, 24 anni appena compiuti, è nata a Tivoli e vive da sempre a Campolimpido con i suoi genitori e suo fratello. Diplomata ragioniere programmatore, si augura di trovare al più presto un lavoro stabile come segretaria amministrativa, mansioni che ha già svolto presso l’Istituto Professionale Rosmini di Tivoli. Nel 2011 ha partecipato alle selezioni regionali di Miss Italia mentre nel 2012 ha trionfato sulla passerella dell’Anfiteatro di Bleso conquistando il titolo di “Dea AnticaTibur”, si è imposta tra le bellezze romane del concorso Miss Tuscolana, è arrivata seconda a Miss IV Municipio e agli inizi di dicembre ha conquistato l’ambita corona di Miss Motorissima. Negli ultimi mesi ha partecipato ad una delle puntate speciali di “Affari Tuoi”su Rai 1, è stata scelta per lo spot pubblicitario del marchio Acqua&Sapone, ha fatto la controfigura di un’attrice nel programma comico “Aggratis” su Rai Due e insieme a Vergassola ha girato una puntata di “Voyager”. Ha debuttato anche come presentatrice in eventi fashion, un’esperienza nuova che l’ha molto divertita e che sicuramente ripeterà.

Un’ immagine che evoca la fatina buona delle fiabe e un amore che da sempre l’avvicina al mondo dei bambini: Silvia sarà la madrina perfetta delle 21 Piccole Star che brilleranno durante la serata evento che si terrà a Villa Manetti il prossimo 28 giugno. Silvia Antonetti, bellezza semplice dal carattere dolce e al tempo stesso determinato, è detentrice del titolo di “Dea AnticaTibur” e della fascia nazionale di Miss Motorissima 2012. Nell’ultimo anno ha partecipato a diverse trasmissioni televisive e spot pubblicitari e confessa di vivere ormai il palcoscenico e la passerella con disinvoltura e spensieratezza.

Moda, eventi e tv ti stanno impegnando molto regalandoti parecchie soddisfazioni. Pensi ancora che lo spettacolo sia solo un hobby nella tua vita?

Devo riconoscere che più prendo confidenza con questa realtà più mi piace, ma continuo a credere che non saranno “moda e passerelle” il mio futuro, preferisco un impiego che rispecchi quello che ho studiato, magari come segretaria amministrativa, anche se in questo periodo è davvero difficile per tutti trovare un lavoro stabile. Ovviamente mai dire mai, la vita è fatta di occasioni!

Ripensando all’anno passato, c’è qualcosa che non rifaresti?

Sinceramente no, credo fortemente che tutto sia formativo, anche le esperienze negative arricchiscono il bagaglio di una persona, quindi ripeterei tutto. E poi grazie alle mie scelte ho fatto molte amicizie interessanti, quindi sono contenta così.

Hai accettato con entusiasmo il titolo di Madrina di Piccole Star, perchè?

Amo i bambini e con loro ho sempre avuto un ottimo feeling. Devo ammettere, inoltre, che mi piace la parola “madrina”, racchiude in sé un grande significato di cura e attenzione. Ripenso alla gioia infinita che ho provato quando mi hanno chiesto di essere madrina di battesimo della mia dolce nipotina Sara che oggi ha tre anni…da quel giorno è come se fosse diventata mia figlia non solo per l’amore che nutro nei suo confronti ma anche per il senso di protezione e di responsabilità che mi legherà a lei per tutto il cammino della sua vita.

A proposito di figli, come vedi il tuo futuro di mamma?

Ho sempre pensato che avrei costruito la mia famiglia prima dei trent’anni, e sono ancora in tempo, perché voglio essere una mamma giovane e piena di energie. So che sarei molto protettiva e attenta nei confronti dei miei figli e cercherei di stabilire subito delle regole per un percorso educativo sempre costruttivo.

Silvia, cosa dirai alle Piccole star prima di salire sul palco?

Farò ad ognuno di loro un in bocca al lupo speciale esortandoli a credere sempre in se stessi e ad impegnarsi per raggiungere i loro obiettivi.

 

Pubblicato su Tiburno il 25 giugno 2013

 

Event Planner Marialuisa Facchini: “Fare spettacolo è un lavoro che richiede studio e determinazione”

Speciale Giuria Piccole Star

di Rara Piol

Marialuisa Facchini

Marialuisa Facchini

Marialuisa Facchini, classe 1985, è una giovane event planner romana. Diplomata all’ Istituto Tecnico Turistico, ha studiato danza per diciassette anni, conseguendo con il massimo dei voti il diploma alla Royal Accademy of London, esperienza che consolida la sua eccellente padronanza della lingua inglese. Si affaccia nel mondo della moda seguendo il corso di Modellistica e Sartoria presso l’Istituto di Moda Burgo e frequentando l’Istituto Europeo di Design (dove segue il corso di Fashion and textile designer). Crea successivamente un suo atelier di moda e registra il marchio di abbigliamento Effemme Fashion, di cui sta continuando lo sviluppo, organizzando sfilate di moda. Nel contempo cura presentazioni pubblicitarie ed eventi di spettacolo, di cultura a Roma e nell’Italia centrale. Nel 2011 è divenuta patron del concorso nazionale di bellezza Miss Motorissima occupandosi in prima persona dell’organizzazione delle selezioni regionali, le finali regionali e nazionali, concludendo quest’esperienza a dicembre 2012 con la Finale al Salone Margherita a Roma. Dal 2013 è titolare esclusiva della Green Show Service che si occupa di organizzazione di eventi culturali e di spettacolo, sfilate, concerti e produzioni Cine-Tv.

Marialuisa Facchini sarà tra i membri della giuria tecnica di qualità che, durante la serata evento “Piccole Star” del 28 giugno, valuterà le performance dei piccoli talenti in gara. Nel suo curriculum artistico, oltre ad un lungo percorso di studio nella danza, figurano una specializzazione nel campo della moda e dell’organizzazione di eventi culturali e spettacolo che l’hanno portata, grazie alla sua tenacia e al suo innato senso della leadership, ad affermarsi come imprenditrice di moda ed event planner di spicco. Oltre a curare lo sviluppo del suo personale marchio di abbigliamento, oggi Marialuisa, reduce dall’esperienza di patron del concorso nazionale Miss Motorissima, è titolare della Green Show Service, agenzia che si occupa di promuovere eventi culturali, sfilate e produzioni Cine-Tv con grande professionalità.

Marialuisa, come mai ha scelto di lavorare in questo campo? Quali sono le qualità necessarie per organizzare alla perfezione un evento?

Quando ho interrotto per motivi fisici la carriera di ballerina ho pensato che sarebbe stato più stimolante passare dall’altra parte e da otto anni faccio questo lavoro, che mi dà molta soddisfazione. Mantenere il controllo è necessario, ma è altrettanto fondamentale la preparazione e la serietà nell’organizzare un evento. E’ un lavoro di gruppo, non si lavora mai da soli ed occorre scegliere e mantenere staff validi. L’importante secondo me è rispondere alle situazioni di difficoltà con un sorriso ed improvvisamente appare la soluzione.

L’evento più interessante che ha organizzato?

E’ stato sicuramente l’ultimo, il concerto straordinario in Vaticano l’8 Maggio scorso all’interno della Sala Nervi, in occasione del 96esimo anno del Cardinale Bartolucci. La voce celestiale del soprano di fama internazionale Chiara Taigi, ed altri artisti di grandissimo talento diretti dal Maestro Boris Brott, oltre cinquemila persone ad applaudire, un’emozione unica.

Così giovane e già inserita nel mondo della comunicazione e dello spettacolo. Che ne pensa dell’approccio di oggi al successo?

Come sempre tutti credono che entrare nel mondo dello spettacolo sia facile e basti avere una bella presenza, che certamente serve molto, ma non si va lontano senza impegno e professionalità. Certo i talent show sono una grande vetrina ed una forte promozione a cui deve seguire però grande determinazione e studio. Quanti si sono affermati uscendo da questi programmi? Pochissimi se non quelli che hanno studiato ed hanno capito che anche lo spettacolo è un lavoro.

Perché ha accettato di far parte di questa giuria tecnica?

Ho sempre amato i bambini e penso che fin da piccoli si evidenzino le qualità di ciascuno, che vanno assecondate con intelligenza facendo molta attenzione ad uno sviluppo equilibrato.

Il suo consiglio ai nostri piccoli talenti in gara.

Consiglio loro di essere sempre se stessi e che i parenti non trasferiscano sui loro piccoli le loro ansie od i mancati traguardi artistici, facendoli crescere liberi nelle loro inclinazioni.

Progetti futuri?

Continuerò nel mio lavoro e cercherò di migliorarmi trovando un equilibrio tra la mia vita privata e quella professionale: essere donna e giovane ancora oggi in Italia rende più difficile il mio lavoro.

 

Pubblicato su Tiburno il 21 maggio 2013