Rara Piol

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Laurel Connie: “Un blog per crescere come fashion editor e consulente di immagine”

di Rara Piol

Laurel Connie

Laurel Connie

Chi é
Laurel Connie, 28 anni e origini piemontesi, vive a Roma da quasi un anno, dove spesso collabora
con Tania Betti, giovane fotografa di Capena. E’ diplomata in Scienze sociali e ha conseguito il titolo di Fashion Designer presso la scuola New Fashion di Genova. Ama la moda a 360°: è Style blogger, consulente d’immagine, personal shopper nonché fashion editor da settembre 2013 e il suo blog, “Laurel Connie”, è seguito dalla sua pagina facebook da oltre 3200 followers.

About her
Nella vita Laurel mette al primo posto le persone che ama e il suo lavoro, si definisce creativa, empatica e sensibile. Per lei la moda è una passione e un mezzo per rappresentare se stessi e promuove Olivia Palermo, modella e blogger statunitense, come una delle icone di stile più amate al momento. Single, in fatto di stile il suo uomo ideale per conquistarla deve essere indipendente e avere un proprio stile. Delusa da chi la sottovaluta, il suo sogno nel cassetto è essere un punto di riferimento per chi vuole consigli di stile.

Il consiglio
A chi vuole dettare tendenza sul web:
“Avrete successo in questo campo se amate la moda, se avete una forte passione e sarete disposti a fare anche non pochi sacrifici”

Guardaroba del 2014: Buttate le calze color carne, che continuo a vedere in giro, e munitevi di pantaloni o gonne a vita alta, tacchi a punta e crop-top o felpe stampate.

Quando e perché nasce il tuo blog?

Ho aperto la mia pagina, nel settembre scorso, un po’ per dare consigli e un po’ per anticipare le tendenze o per dare consulenze d’immagine in ogni loro dettaglio.

1608920_238415599674438_750767177_nTi definisci una Style blogger, cosa ti distingue dai fashion blogger?

Forse il termine migliore è ricercatrice di tendenze e consulente di stile. A differenza dei fashion blogger, il mio lavoro come fashion editor si basa sulla scrittura di articoli che parlano di moda, di tendenze, di fashion designer emergenti, il tutto quasi mai “postando” foto o dando informazioni mie personali.

Qual è la tua ambizione nel settore, dove vuoi arrivare?

Il mio obiettivo è crescere sempre di più sul web creando una piattaforma in cui si parla di trend, in cui si trovano le notizie del mondo della moda in anteprima, un sito sempre più utile e innovativo.

Cosa ne pensi dei colleghi fashion bloggers?

Preferisco quelli che cercano di distinguersi dagli altri per qualità e contenuti dei loro blog a quelli che lo confondono  con il desiderio di farsi notare. Se la moda è una passione o tanto meglio se si proviene da quel ramo di studi, è giusto buttarsi e farsi strada anche cimentandosi in questo fenomeno in evidente crescita.

Definisci il tuo stile in tre parole.

Particolare, unico e personale. Non amo seguire la massa per cui cerco anche per i capi “must”, quello che più mi rappresenta, quello in cui più si identifica la persona.

Cosa ne pensano i tuoi familiari e gli amici?

Vorrebbero che trovassi un lavoro più stabile o sicuro, anche se di questi tempi di sicuro non c’è più nulla. Credo fortemente che puoi dare il meglio di te solo se ami quello che fai.

Qual è la richiesta più frequente da chi ti contatta come  consulente di immagine?

Mi chiedono di creare uno stile che non sia uguale agli altri e che li rappresenti.

Pubblicato su Tiburno il 21 gennaio 2014

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“Ecco svelato il mio punto C”

Intervista esclusiva con la blogger Clizia Incorvaia  

di Rara Piol

Clizia Incorvaia

Clizia Incorvaia

Clizia Incorvaia, classe ’84 e origini siciliane, è una showgirl, attrice e modella. Laureata in Scienze della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, da giovanissima   compare  in vari spot nazionali Fiat, Puma, Kinder etc. e in diversi video musicali. Debutta come giornalista con una rubrica di moda su Match Music e nel ruolo della stagista intellettuale a Markette nel 2007, lo show satirico condotto da Piero Chiambretti  su La Sette. Nel 2009 conduce “Glamour shots”, un programma di moda prodotto da Sky in cui Clizia sottolinea come il cinema e la moda si influenzino a vicenda. Nelle vesti di una Principessa raccontastorie, torna nel 2010 al fianco di Chiambretti nell’omonimo show in onda su Italia Uno. L’anno seguente crea insieme alla sua migliore amica, l’attrice Lola Ponce, un brand femminile, innovativo e glamour dal nome GIRLS SPEAK, “ragazze che parlano”, già in vendita in Sicilia e presto in tutta Italia. Dal piccolo al grande schermo, l’abbiamo vista di recente nel film “Sole a catinelle” di Checco Zalone e la vedremo in “Tutta colpa di Freud”, pellicola di Paolo Genovese in prossima uscita nelle sale cinematografiche.   

Alta, bionda, labbra carnose e uno sguardo malizioso.   Nella lista delle fashion bloggers italiane più cliccate  c’è anche la bellissima  Clizia Incorvaia,  giovane attrice e modella di origini siciliane. Nel suo blog, chiamato  “Il punto C”, apre una finestra sul mondo reale per fotografarne l’anima e le tendenze . Lo fa con estrema semplicità e  positività e l’aspetto più curioso è che lo fa indossando (spesso)  una maschera di Barbie.  L’abbiamo incontrata nel salone di bellezza del noto hair stylist Lino Sorrentino a Colleverde, e tra un colpo di spazzola e uno di phon, ci ha svelato quale è il suo punto C e il mistero nascosto dietro quel provocatorio volto di Barbie…

Come nasce e come è cresciuto il tuo rapporto con la moda?

Fin da piccola divoravo magazine di moda a cui mamma Corinna era abbonata e osavo look improbabili perché lei mi vestiva sempre in modo “unconventional”, pensate che il primo costume a tanga La Perla l’ho indossato a 5 anni! Ero talmente incuriosita dal mondo della moda da mettere a soqquadro gli armadi di nonna Maria che, fortunatamente, conservava tutto. Il mio archivio di abiti parte proprio da lì!

734842_468834426510893_767884912_nLaureata in Scienze della comunicazione, creatrice di un brand e protagonista di servizi fotografici di moda. Come descrivi il fenomeno del fashion blogging?

E’ lo specchio di una società che cambia il modo di comunicare, servendosi dei social network per condividere tutte le sue emozioni. E le aziende di moda oggi lo sanno bene, tanto da non investire più sulla carta stampata, ma si affidano alle fashion blogger che sono lo strumento migliore per pubblicizzare e vendere.

Credi che per i giovani possa rappresentare una reale prospettiva di lavoro, in un’Italia nella morsa della crisi?

Onestamente non credo costituisca la chiave di volta, è un fenomeno in discesa e a breve avremo altro. Ai giovani di oggi suggerisco di essere eclettici, preparati e capaci sempre di reinventarsi.

Quando nasce l’idea del blog e perché lo hai chiamato “Il punto C”?  

Nasce il maggio scorso, sotto suggerimento del grande amico Elio Fiorucci, per dare un’immagine di donna ironica, eclettica e attenta all’animo delle città che ama esplorare. Il nome ha un richiamo malizioso al famoso punto g, perché tutte dovremmo scoprire il nostro fattore c, ossia “cool”. E poi sta per il punto di vista di Clizia.

1229863_577278772333124_1564387067_nPerché in tutti gli scatti fotografici indossi la maschera di Barbie?

La mia è una donna diversa, un’anti barbie e un’anti velina. La maschera nasce proprio per questo, come contrapposizione ad una società popolata da maschere di donne steriotipate, affannate nella ricerca di un ideale di donna perfetta e plastica, con il rischio dell’omologazione.

Un’anti-Barbie che racconta il mondo. Qual è l’esperienza on the road che più ti ha colpito?

La mia Barbie gira il mondo un po’ sul concept del nanetto di Amelie (protagonista della pellicola francese del 2001 ndr), che esplora il mondo sempre con nuovi occhi! Mi ha molto divertito scattare a Madrid nella calle Montera, una delle strade principali in cui in pieno giorno tra negozi e passanti distratti le prostitute giravano e vendevano il loro sesso indisturbate e serene, tra i turisti che sorseggiano una birra spagnola con una tapas.

Un blog che non si limita ad essere un contenitore di foto.

Affatto, tocca temi importanti come il femminicidio, perché essendo sensibile alle donne, è attento a tutto quello che è l’universo femminile con i suoi limiti e i suoi tabù e problematiche.

1535511_643220219072312_431539966_nDonne e tendenza. Cosa rappresenta la moda nella tua vita?

La moda non è altro che un prolungamento dell’ io, che si esprime attraverso gli abiti che non son altro che “oggetti culturali” che raccontano qualcosa della nostra personalità e della nostra anima.

Capi promossi per il 2014?

Via libera a pantaloni e gonne shorts in eco pelle che daranno subito un tocco deciso al vostro guardaroba, ma smorzateli con qualcosa di più sweet altrimenti rischierete di apparire delle ex metallare! Promossi a pieni voti le scarpe a punta con stiletto e un bel tuxedo (completo da uomo) che accende la femminilità!

Quelli invece assolutamente “out”?

Bocciate le Hogan con gomma in vista stile scarpa ortopedica, che molte persone si ostinano ancora ad utilizzare. Out i piumini, sostituiteli con pelliccette eco nuove o vintage e sarete molto più attuali subito!

Cosa ti è piaciuto di più della passerella del Pitti?

Mi hanno colpito molto le riproduzioni dei David di Michelangelo proposte da Pep Marchegiani, comparse nelle vie fiorentine provocando critiche perché c’era un David superdotato. Una provocazione che suggerisce all’arte italiana, che è sempre stata forte e gloriosa, di andare avanti in un momento di stallo come questo! E mi trovano perfettamente d’accordo .

Clizia con Lino Sorrentino

Clizia con Lino Sorrentino

Hai creato il brand Girls Speak, un progetto pink: che genere di moda firma?

Ci rivolgiamo a donne stufe di seguire modelli stile “bambole assenti e mute” e che vogliono rompere gli schemi, ma soprattutto che sappiano giocare con la vita e con la moda stessa. Per ora ci siamo concentrate su t-shirt dal sapore eighties, che hanno come protagonista un uomo nudo con i tacchi. A breve realizzeremo capi che dal giubbino all’accessorio non potranno mancare nell’armadio di una vera girls speak.

Per il tuo look ti affidi al tuo hair stylist Lino Sorrentino, con il quale hai anche lavorato professionalmente.

Lino è un professionista che lavora sulla fisionomia della persona con grande passione, e questo fa la differenza. Lavorare con lui al progetto della Florence Biennale 2013 è stato gratificante per entrambi. Come direbbe Goethe, la nostra è pura affinità elettiva!

Progetti futuri?

Tanti, sia nel cinema che nel mondo della moda, ma preferisco lasciarvi l’effetto sorpresa! Un buon 2014 a tutti e che i nostri sogni si realizzino… Non tutti però, altrimenti che ci rimarrà più da realizzare nei prossimi anni a venire?

Pubblicato su Tiburno il 21 gennaio 2014

Questione di riflessi

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Talvolta, in questo mondo, è bene comportarsi come uno specchio, riflettendo le azioni di chi abbiamo davanti. Perché, francamente, dedicare attenzioni a chi non le merita e per giunta si beffa di noi senza motivo alcuno, è uno spreco di tempo e di energia. Talvolta, al posto del “porgi l’altra guancia”, sarebbe bene rispondere con un sano calcio nel sedere.

Rara Piol

Danilo e Michela, in Thailandia “mangia, prega, ama”!

di Rara Piol

Michela Storelli e Danilo Rusciano

Michela Storelli e Danilo Rusciano

Danilo Rusciano, classe ’87, cresciuto a Fonte Nuova, ora vive a Roma e lavora come guardia giurata. Carattere allegro, spensierato e sempre positivo, anche se a volte un po’ pigro, sogna in futuro di aprire un pub. Nel tempo libero ama leggere, ascoltare buona musica e dedicarsi al Viet vo dao, l’insieme delle arti marziali e dei metodi di cultura del corpo di origine vietnamita, caratterizzati da un fine educativo, tanto fisico quanto morale. Meta dei sogni: America on the road!

Michela Storelli, classe ’85 è di Fonte Nuova e lavora come commessa. Nata sotto il segno dell’acquario, è una ragazza solare, estroversa e molto emotiva. Si definisce una persona altruista, qualche volta forse un po’ permalosa, con il desiderio sempre vivo di conoscere il mondo e le sue culture. Il suo sport è il nuoto e nel tempo libero ama dedicarsi alla lettura. Viaggio dei sogni: Maldive!

“Mangia, prega, ama”. Il titolo del famoso film americano, con Julia Roberts protagonista, calza a pennello per descrivere l’esperienza dei nostri viaggiatori nell’affascinante terra della Thailandia. Un paese che custodisce tradizioni così diverse dalle nostre, comprese quelle culinarie, che invita  interiormente ad una riflessione spirituale e che diventa straordinariamente romantico con i suoi suggestivi paesaggi naturali.

E proprio mossi dallo spirito di conoscenza e da una forte curiosità per le culture orientali, sono partiti Danilo e Michela che, oltre alla loro storia d’amore che va a gonfie vele da oltre cinque anni, condividono la loro grande passione per i viaggi. “Viaggiare è sempre una grande emozione” confessa lei, “Provo un forte senso di libertà ogni volta” aggiunge lui. Tra uno scatto con le tigri e le tipiche danze drammatiche chiamate Lakhon, ci raccontano la loro meravigliosa avventura in Thailandia, teatro di antichità e scrigno di bellezze naturali uniche,  vissuta in due settimane.

1455156_10200142310919421_591199964_n Come scegliete le mete dei vostri viaggi, e perché proprio la Thailandia?

Di solito ci facciamo un’idea generale sui paesi che ci piacerebbe visitare considerando il periodo di partenza e il budget di viaggio. La Thailandia in questi mesi esce dal periodo delle piogge e visto che non avevamo mai visitato un paese con il fascino e la cultura orientale, ci è sembrato il momento giusto per farlo.

Quali luoghi prevedeva il vostro tour?

Siamo atterrati a Bangkok, poi abbiamo visitato le province di Chiang Mai e Chiang Rai, visitato la bellissima antica capitale di Ayutthaya, fino a raggiungere il triangolo d’oro e alla fine siamo riscesi a Phuket per una meritatissima settimana di mare e relax.

Dove avete alloggiato? Come vi spostavate?

Sopratutto in alberghi e resort, il cambio favorevole ci ha consentito di scegliere buoni alloggi. Essendoci affidati ad un tour operator gli spostamentei erano interamente gestiti dalla società, avevamo un minibus che ci portava ad ogni meta del tour stesso.

529443_10200130704389265_1607584034_nCambio favorevole?

Sì, la conversione del denaro non è mai stato un problema, ci sono uffici di cambio ad ogni angolo di strada. Il costo della vita è talmente esiguo che con poche centinaia di euro puoi viverci tranquillamente una settimana.

Si sa, l’italiano ha una solida tradizione culinaria. Come vi siete trovati con il cibo?

Abbiamo assaggiato i piatti tipici della cucina Thailandese tra cui Khao Pad, del riso fritto che si mangia insieme a carne o verdure, il Tom Yam Kung, una minestra piccante con gamberi e verdure, e ovviamente tanto, tantissimo riso.

Il piatto che avete preferito? Quello che invece proprio non avete gradito?

Michela: Sicuramente i noodles sia con le verdure che con carne e pesce sono squisiti, mentre il baco da seta assaggiato al mercato è stato pessimo. Non vi siete persi niente!

Danilo: Avrei voluto assaggiare qualche grillo o cavallette,sfortunatamente non era la stagione adatta.

Paesaggio e clima, cosa dobbiamo aspettarci?

D: La componente paesaggistica è eccezionale, uno dei pochi posti al mondo in cui si trovano spazi di natura incontaminata ed è molto facile che passeggiando per qualche tratto di giungla si possano intravedere antiche rovine inesplorate.

M: Il clima ovviamente cambia da regione a regione, a Bangkok è caldo, e l’umidità la senti direttamente nei polmoni. Solo nella provincia di Ching Rai il clima diventa più gradevole.

IMG_2844Parliamo della loro cultura, quanto e in cosa è differente dalla nostra?

Il popolo Thai è molto attento alle tradizioni, rispettando molto gli anziani e i Monaci. Non amano molto manifestare le proprie emozioni in pubblico, soprattutto litigare in strada, per loro è inutile e porta solo a peggiori incomprensioni. Non si salutano stringendo la mano, ma usano il “Wei”, un saluto a mani giunte accompagnate da un leggero inchino che cambia a seconda della situazione sociale del ricevente.

Come sono le persone?

M: E’ un popolo molto gentile e accogliente, le persone sono sempre disponibili a dare una mano, non ho mai vissuto una situazione di disagio. E’ per questo che i Thailandesi sono chiamati “il popolo del sorriso.”

Sono luoghi in cui la componente spirituale è molto forte…

La religione è un aspetto fondamentale della vita di ogni Thailandese, è impossibile camminare per le vie del paese senza incontrare qualche piccolo altare o tempio. Grazie all’esiguo numero del nostro gruppo, abbiamo assistito a diverse funzioni religiose, ma l’esperienza più bella è stata nella provincia di Sukhothai, in un minuscolo tempio dove un Monaco Buddhista ci ha accolto nell’area privata dello stesso e ha fatto una piccola messa solo per noi.

1425651_10200142305679290_1824568390_nFarsi fotografare insieme alle tigri, cosa si prova?

M: Esperienza bellissima, vedere e toccare dei felini di quasi 400kg è una cosa che, quasi sicuramente, non farò mai più nella vita. E’ un emozione che non si racconta, bisogna viverla.

A proposito di animali, è noto che in Thailandia ci sia un fenomeno di maltrattamento.

D: Sì, ed è estremamente evidente dove circola il denaro. L’esperienza più brutta l’abbiamo vissuta a Chiang-Mai con l’escursione con gli elefanti dove quei poveri animali ricevevano percosse gratuite, attraverso un bastone con la punta acuminata, appena “disubbidivano” agli ordini delle guide. Per non parlare poi degli ambienti in cui erano costretti a vivere perennemente incatenati con uno spazio di movimento di appena poco più di un metro.

IMG_2759Altra macchia di questa nazione è il commercio sessuale. Quanto è evidente per un turista?

M: La prostituzione è più evidente nei luoghi turistici, sopratutto a Bangkok nel quartiere del mercato notturno dove bancarelle di merce contraffatta si mescolavano a ragazze, alcune senza dubbio minorenni, sedute fuori dall’entrata dei locali in cerca di potenziali clienti.

D: E’ impossibile non accorgersene, molte volte è il turista stesso la causa di questo fenomeno. Già dall’aeroporto in Italia senti persone, per la maggior di età avanzata, scambiarsi consigli sui luoghi dove il costo delle prestazioni è minore.

Prossima meta, ci avete già pensato?

Non ancora definitivamente, si pensava al Sud America.

Progetti di coppia?

Il prossimo passo è andare a vivere insieme, mettere su famiglia e poi chissà, portare qualche pargoletto in giro per il mondo.

 Pubblicato su Tiburno il 14 gennaio 2014

Mirko: “La mia Diamante è per sempre!”

di Rara Piol

Mirko Maschio

Mirko Maschio

Mirko Maschio, per gli amici “Miskio”, ha 23 anni e vive a Guidonia, dove lavora come operaio. Nato sotto il segno dello Scorpione, si definisce testardo e orgoglioso, ma in fondo sa di essere un coccolone. Appassionato di  tuning e car audio nel tempo libero si dedica al restyling della sua Fiat Punto bianca del 1999 che ha soprannominato Diamante. La sua auto preferita in assoluto è la Lancer Evo 10, mentre se dovesse scegliere una due ruote, sarebbe senza dubbio una Suzuki GSX-R600. Sport? Sì, la playstation!

Seguendo la stessa  passione del papà  per il mondo dei motori, Mirko fin da bambino rimaneva incollato alla tv per seguire  ogni tipo di competizione sportiva che coinvolgesse le quattro ruote: dal rally alla Formula uno, dal superturismo alle cronoscalate. Crescendo si è avvicinato al tuning (e cioè all’arte di modificare carrozzeria dell’auto, impianto audio e luci) mettendo al centro del suo tempo libero l’amore incondizionato per Diamante, la sua  Fiat Punto bianca del ’99 modificata e in continua evoluzione. Un gioiello di cui Mirko è davvero orgoglioso, senza trascurare però l’altro tesoro di cui è molto innamorato, la sua fidanzata Antonella con cui sogna un giorno di mettere su famiglia.

Tutti gli appassionati di motori hanno un rapporto speciale con la loro auto, a te che emozioni trasmette?

Quando guido la mia Diamante ho una sensazione di benessere unica, siamo solo io lei e la sua musica, siamo praticamente una cosa sola! Il nostro legame è così forte tanto da vivere quasi in simbiosi. Così, per fare un esempio, dopo una banale doccia esco e la porto all’autolavaggio!

5832_10200696204001270_1237901017_nCondividi questa passione con qualcuno?

Oltre alla mia famiglia e alla mia fidanzata, appartengo al più bel gruppo che possa esistere, il Team Bull Sound è quasi una famiglia per me. Quasi tutte le domeniche siamo in giro per raduni,esposizioni e parate in vari comuni del Lazio. Durante la giornata ci ammazziamo dalle risate tra balli e musica a tutto volume… Dopo ogni attività non perdiamo mai l’occasione per rimanere a cena tutti insieme.

C’è un episodio in particolare che ti è capitato al volante della tua auto?

Posso dirne due? Il primo mi è capitato circa 10 mesi fa quando una simpatica nonnina ha pensato bene di tagliarmi la strada e portarsi via il mio paraurti, la mia freccia e il mio parafango… Per una persona che cura e modifica la sua auto come me è stato un trauma. La nonnina sta bene!

Il secondo episodio è un po’ più  recente, due settimane fa sulla via tiburtina in orario notturno e in un punto buio, mi sono trovato davanti asini che girovagavano senza meta… Ho avuto davvero paura, ho frenato bruscamente ed ho aspettato che si togliessero dalla strada per evitare che qualcun altro si potesse far male o potesse far male a loro.

La Formula Uno ha subito un duro colpo con l’incidente a Schumacher sulle piste innevate. Cosa ne pensi?

Paradossale, Schumacher ha passato una vita a più di 300 all’ora ed oggi, nonostante andasse “piano”, per un banale incidente si trova in fin di vita.

DSCF3861Se dovessi associare una macchina alla tua donna ideale quale sceglieresti?

Sceglierei una Volkswagen Scirocco R, per l’aspetto sportivo e aggressivo.

Pensando ad un viaggio dei sogni al volante della tua Diamante, quale meta sceglieresti e chi porteresti con te?

Senza dubbio Parigi, farei un giro per le vie del centro e mi fermarmi sotto la Tour Eiffel con la mia fidanzata.

Senza limiti di budget quale auto compreresti?

Non comprerei un’auto recente, piuttosto una da collezionisti che ormai è diventata anche difficile da trovare, una Ferrari F40.

Progetti per il nuovo anno?

Proseguire l’evoluzione della mia auto, fare qualche bel viaggio insieme ad Antonella e più raduni possibili con il mitico Team Bull Sound. In particolare, a maggio, spero di andare a Rimini per un evento noto nel nostro mondo, una fiera di 3 giorni chiamata My Special Car giunta alla sua 12° edizione.

 

Pubblicato su Tiburno il 14 gennaio 2014

 

Giada, da Monterotondo a Las Vegas a ritmo di hip hop

La giovane ballerina ha rappresentato l’Italia al World Hip-Hop Dance Championship di Las Vegas.

di Rara Piol

Giada Terenzi

Giada Terenzi

Giada Terenzi, 24 anni di Monterotondo, è laureata in Economia e Management e si sta specializzando in Economia e direzione delle imprese. Quando chiude i libri però, riversa la sua vitalità e il suo carattere spumeggiante sul palcoscenico, scatenandosi al ritmo della musica Hip Hop. La grande passione per il ballo ha portato Giada e le sue crew “W.Beat” e “Beat Kings” a rappresentare l’Italia al World Hip-Hop Dance Championship in Las Vegas e a calcare palcoscenici importanti a livello europeo e mondiale.
Una rossa fiammante, caparbia ed energica, che ama fare shopping e colorare la sua vita con uno stile senza dubbio pop, dal look alla pista da ballo…
 
Cosa vuol dire essere pop?
“Forse avere una vita tutt’altro che monotona, ricca di impegni, passioni, e amore per lo sport, ma soprattutto essere affascinati da tutto ciò che è creatività e tendenza. La definirei una vita… colorata”.
 
L’esperienza più bella della tua vita?
“Estate 2011: un mese in america per il World Hip Hop Dance Championship. È stato fantastico confrontarsi con culture diverse e condividere insieme ansie e paure per una gara di così alto livello, e classificarsi 11esimi con oltre 40 nazioni in sfida”.
 
Il tuo motto?
“Nessun problema è irrisolvibile, la vita trova sempre il modo di sistemare anche le situazioni più difficili”.
 
I valori che per te contano di più.
Onestà, autostima e passione”.
 
Una cosa che detesti?
“La poca determinazione e lo scarso spirito di iniziativa”.
 
giada4Una a cui non sai resistere?
“Il cibo e lo shopping”.
Il tuo idolo?
“Parris Goebel, ballerina neozelandese, è l’artista più seguita e con maggior influenza sull’intero settore hip-hop mondiale”.
 
L’icona pop 10 e lode?
Beyoncé, star nella musica e nelle iniziative umanitarie”.
Cosa ti piace di te e cosa cambieresti?
“Ho molta autostima, non cambierei niente! Circondarsi di persone che ci apprezzino per quello che siamo, forse è questa la vera impresa”.
Cosa rappresenta per te la moda?
“La definirei la mia più grande passione insieme alla danza, un vero e proprio viziaccio”.
Un voto allo stile delle ragazze oggi, cosa cambieresti?
“Ci facciamo condizionare troppo dai dettami della moda dai quali dovremmo trarre solo spunto, invece di diventare fotocopie di un catalogo o di una fashion blogger”.
 
Il tuo rapporto con il cibo?
“Uno dei legami più solidi che abbia mai costruito, una delle più grandi gioie della vita”.
 
Il tuo segreto di bellezza?
“Solo duro allenamento … Credo poi che  sia la sicurezza in noi stessi che contribusce a farci apparire migliori anche agli occhi degli altri”.
 
Il capo più pop del tuo guardaroba?
“Abiti colorati e particolari”.
L’Italia e la crisi: cosa ne pensi, andresti a vivere in un altro paese?
“Ho sempre pensato che abbandonare il proprio paese fosse sbagliato, ma negli ultimi anni mi sono resa conto che la nostra classe politica non è altro che lo spaccato di una cultura italiana poco incline al cambiamento e attratta da guadagni facili e corruzione. Gli Usa rappresentano il paese in cui mi piacerebbe vivere”.
Se facessi una vincita milionaria…
“Viaggerei tutta la vita”.
 
La tua arma di seduzione?
“Dimostrare di avere cervello e intelligenza fanno la differenza, anche se l’essere ballerina ogni tanto aiuta”.
Il tuo ragazzo ideale?
“Deve sapermi tenere testa, curioso del mondo in generale, senza limiti e preconcetti, in grado di stupirmi quotidianamente”.
 
Matrimonio o convivenza?
“Matrimonio. Mi piace idealizzare ancora questa visione della vita in cui da qualche parte, nel mondo, si nasconde l’altra metà di noi”.
Coppie gay: matrimonio e adozioni, cosa ne pensi?
“Più che favorevole! Per l’adozione mi sembra assurdo che ancora ci si ponga il problema, l’amore per un figlio è incondizionato, non ha sesso né distinzioni di alcun tipo”.
 
Il tuo sogno nel cassetto?
“Occupare una posizione di rilievo in una qualche azienda in giro per il mondo riuscendo a dedicarmi anche alla danza”.
Pubblicato su Tiburno il 19 novembre 2013

Valentina, sempre in forma con pastasciutta e salsa… latina!

di Rara Piol

Valentina Loisi

Valentina Loisi

Valentina Loisi, 23enne di Guidonia, è una ragazza solare e molto determinata, già laureata in Scienze politiche e oggi laureanda Magistrale in International Relations presso l’Istituto Luiss Guido Carli. Nata sotto il segno zodiacale del Leone, si definisce una persona eclettica, testarda e a volte un po’ lunatica, ma sempre piena di energie. Lavora part time presso il Placement Office LUISS e la sua più grande passione è la danza latino americana che la impegna a livello agonistico e anche come  collaboratrice-insegnante di ballo in una scuola della zona. Nel tempo libero ama leggere e viaggiare.

Eleganti le sue linee, leggero il movimento del suo corpo slanciato sulla pista da ballo, uno sguardo ammaliante che conquista. È Valentina, giovane bellezza di Guidonia, raggiante e sempre energica, con la passione per la danza latino americana fin da quando era bambina.

“Si può dire che già ballavo nella pancia di mia madre – racconta – sono cresciuta tra la musica, i balli e le serate della scuola di danza dei miei zii e già quando avevo cinque anni mi portavano in giro per l’Italia a vedere le loro gare”. Amante della pastasciutta, in primis    delle fettuccine al  sugo cucinate dalla sua bisnonna materna Onorina,  per Valentina   stare in forma significa avere un buon rapporto con il proprio corpo indipendentemente dalla perfezione fisica e con l’inizio del  nuovo anno  invita tutti, soprattutto i più sedentari, a dedicare più tempo al movimento per fare il pieno di energia e mantenere la linea senza troppe rinunce a tavola.
ballerina_3Le feste natalizie come al solito ci riempiono di gioia ma anche di calorie… Valentina, è stato così anche per te?
“Direi proprio di sì. Non ho rinunciato proprio a nulla, un Natale in compagnia della mia famiglia e una tavola imbandita di squisitezze, dalla lasagna alle pappardelle al cinghiale fino al torrone e  tiramisù”.
Per una ballerina, però, sarà sicuramente più facile smaltire il peso delle abbuffate natalizie.
“Sicuramente praticare uno sport come il mio aiuta, ma in generale per tutti è importante concedersi del tempo da dedicare al movimento. Il mio consiglio, specie adesso che inizia il conto alla rovescia con le vacanze estive e la prova costume, è scegliere l’attività che   piace di più, che sia camminare, correre, ballare, nuotare, e coinvolgere un amico che ci faccia compagnia, insieme si ha più voglia di fare anche le cose più faticose”.
Tu quanto tempo dedichi all’allenamento?  
“Solitamente mi alleno da un minimo di 4 volte alla settimana, a un massimo di… 7 giorni su 7! Dipende dai miei impegni e da quelli del mio ballerino. Comunque in media direi almeno 10 ore a settimana”.
Segui una dieta particolare?
“Cerco di mangiare poco di tutto, dosando i carboidrati ed evitando fuori pasto, soprattutto i dolci che sono la mia rovina! Ad esempio se a pranzo mangio un piatto di pasta e un po’ di insalata, a cena associo un secondo con un contorno, senza pane. In prossimità di una gara, circa 3 settimane prima,   cerco di stare ancora più attenta al cibo”.
A parte la forma fisica, cosa rende veramente bella una donna ?
“La concezione che ha di se stessa. Se una donna gode di un benessere psico fisico perché si piace risulta anche agli occhi degli altri più desiderabile”.
ballerina4Tu che rapporto hai con lo specchio, c’è una parte di te che cambieresti?
“Onestamente sono a mio agio con il mio fisico, ma se proprio dovessi fare un cambiamento, sceglierei le ginocchia. Purtroppo è una parte che nessuna dieta o nessun allenamento può migliorare più di tanto”.

Cosa pensi della chirurgia plastica?
“Generalmente non sono d’accordo, ma credo che se sia veramente utile nell’aiutare una persona a sentirsi meglio con se stessa, allora un uso modico può essere “accettato”.

Sicuramente sono contraria a chi vi ricorre perché la considera una “moda”.
In una gara la presentazione e l’estetica sono fondamentali. 
Non sono poche le volte che guadagnano più punti ballerine meno tecniche ma più espressive, quindi è sicuramente un elemento da non trascurare. Prima della competizione   passiamo molto tempo a truccarci, valorizziamo lo sguardo con le ciglia finte proprio perché l’espressione del volto è molto importante. Anche l’abito è fondamentale per valorizzare le linee del proprio corpo e sottolinearne l’espressività come   l’abito in pizzo nero che ho indossato lo scorso novembre , in occasione della prima gara di Coppa Italia,  una meravigliosa creazione della stilista Magda Coletta. (nella foto Valentina insieme al ballerino Maykel Fonts, maestro dell’attrice Veronica Logan)
C’è una ballerina nel tuo settore alla quale ti ispiri?
“Tra gli “storici” del ballo secondo me tecnicamente Yulia Zagoruychenko è imbattibile. La perfezione non esiste, ma le sue gambe ci si avvicinano molto! Per quanto riguarda l’espressività  la sua connazionale russa Anna Melnikova è meravagliosa. Invece tra le ballerine più “giovani” Louise Heise, professionista danese, rispecchia quel giusto mix di carica, bellezza, tecnica, espressività”.
Cosa rappresenta per te la danza?
“Una fonte inesauribile di emozioni. L’aspetto agonistico, in particolare, fa vivere a tutti noi ballerini di questa specialità l’adrenalina della sfida. Dimostrare  cosa si è capaci di fare in un solo minuto e mezzo, dopo tanto duro lavoro in allenamento, è questo aspetto motivante”.
ballerina2“Ballando con le stelle” è un programma televisivo che appassiona ballerini e non. Lo segui?
“Considerando che tre dei miei insegnanti hanno lavorato al programma direi che lo seguo abbastanza e nell’ultima edizione ho partecipato nel  pubblico tra i ballerini. C’è da dire che quello che si vede in TV non è il ballo che troviamo nelle piste, perché naturalmente è pensato per intrattenere un pubblico, per fare audience, deve essere più spettacolare e meno tecnico”.
Ti piacerebbe partecipare?
“Sono dell’idea che ogni esperienza è preziosa, quindi… perché no”.
Con lo sguardo rivolto verso il futuro e il nuovo anno, quali sono i tuoi progetti?
“Ho in previsione uno stage all’estero e la laurea magistrale sperando di realizzarmi professionalmente come desidero, magari nell’ambito di un’organizzazione internazionale. Poi ci sono, ovviamente, le mie gare di ballo che mi tengono costantemente impegnata e in cui ho intenzione di dare sempre il massimo”.
E l’amore?
“Va a gonfie vele, il 9 gennaio io e Alessio festeggiamo i nostri otto anni di fidanzamento”.

 

Pubblicato su Tiburno l’8 gennaio 2014