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Tor Lupara in fiore, tra piante e musica

Ventesima edizione della mostra floreale in Piazza Varisco

di Rara Piol

Gli organizzatori Anna Di Pompeo e Ugo Di Rienzo

Gli organizzatori Anna Di Pompeo e Ugo Di Rienzo

Grande affluenza anche quest’anno per “Tor Lupara in fiore”, la rassegna floreale organizzata dall’associazione culturale Arte & Ambiente e patrocinata dal Comune di Fonte Nuova che, giunta alla sua 20esima edizione, festeggia nella domenica delle Palme con i numerosi cittadini fontenuovesi accorsi dopo la Santa messa. La mostra, che si è tenuta nella giornata del 13 aprile in Piazza Varisco, ha visto anche quest’anno vivai e fioristi provenienti da tutta Italia e ciascun gazebo ha presentato le sue specialità floreali colorando la piazza di tutte le tonalità proprie dei fiori e della primavera. Una targa ricordo è stata offerta dagli organizzatori a tutti gli aderenti, come gentile omaggio e ringraziamento per la partecipazione.

Sandro Perelli, Ugo Di Rienzo, Gabriel Zagni, Attilio Costa e Alessio Fabrizi

Sandro Perelli, Ugo Di Rienzo, Gabriel Zagni, Attilio Costa e Alessio Fabrizi

Non solo piante però, infatti ad allietare i presenti durante la giornata c’era lo stand musicale dell’associazione Daniel Zagni Lab che, con la partecipazione dei musicisti Attilio Costa, Sandro Perelli e Gabriel Zagni, ha accompagnato l’evento musicando e improvvisando una lezione “live” di conoscenza degli strumenti, grazie anche all’intervento del maestro Andrea Lucarelli, giovane del nostro territorio, già insegnante al conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

L'aiuola di begonie realizzata da Floreal

L’aiuola di begonie realizzata da Floreal

Una manifestazione che lascerà ai cittadini un ricordo speciale, infatti al centro della piazza è stata allestita dal vivaio Floreal una colorata aiuola di begonie e sassi bianchi (in foto) che, con l’impegno e la civiltà degli abitanti di Tor Lupara, resterà a lungo testimonianza della bella stagione. Presenti all’evento anche il sindaco Graziano Di Buò, l’Associazione bandistica di Fonte Nuova, le Guardie Volontarie e la Croce Rossa Italiana.

 

Pubblicato su Tiburno il 15 aprile 2014

 

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Sfida nelle scuole a colpi di libri, quest’anno si legge il fantasy

di Rara Piol

1°D Aldo Moro

1°D Aldo Moro

Si sono tenute lo scorso martedì 1 aprile le manifestazioni finali del Torneo di lettura patrocinato dal Comune e con la collaborazione della sezione soci COOP di Tor Lupara, presso la palestra “Aldo Moro” di Fonte Nuova, a partire dalle 9,30. Giunto alla sua 8° edizione, il Torneo ha regalato anche quest’anno una mattinata all’insegna della cultura e del divertimento, coinvolgendo gli alunni finalisti degli Istituti comprensivi di Fonte Nuova, “Sandro Pertini” e “Luigi Pirandello”, in due prove di abilità: un questionario con venti quesiti e una sfida a chi riconoscesse più titoli dei romanzi mimati.

2°C Aldo Moro

2°C Aldo Moro

Novità di questa edizione è stata la partecipazione dei ragazzi dell’I.T.C. di via 2 Giugno a Fonte Nuova che, con grande entusiasmo, hanno collaborato a coordinare i piccoli sfidanti e sono stati protagonisti della manche dei mimi. Si sono aggiudicate la vittoria per un solo punto le due classi di Tor Lupara, la 1°D e la 2°C, ma entrambi gli istituti hanno ricevuto una Coppa di partecipazione e una confezione di libri per arricchire la biblioteca della loro scuola. “Quest’anno – spiega la professoressa Eva Tidei, organizzatrice del Torneo – abbiamo scelto il tema fantasy, proponendo la lettura di “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie e “La vera storia di Capitan Uncino” di Pierdomenico Baccalario.

 

I.T.C. Fonte Nuova, Graziano di Buò e la commissione

I.T.C. Fonte Nuova, Graziano di Buò e la commissione

Un progetto, questo, che stimola il dibattito e la curiosità e incentiva la cultura attraverso la lettura, in un’era in cui la tecnologia avanza prepotente e il libro resiste anche grazie al lavoro che facciamo tutti i giorni nelle scuole. Il Torneo – prosegue – è dedicato alla memoria di Mariangela Furone, una collega scomparsa che ha dedicato la sua vita all’insegnamento e all’attenzione per i più deboli. Per questo la biblioteca nella nuova scuola di Santa Lucia è intitolata a lei”.
Era presente anche il sindaco Graziano Di Buò. Appuntamento l’8 aprile per la finale del Torneo che vedrà sfidarsi le scuole primarie dei due istituti, presso il locale polifunzionale dell’I.C. Luigi Pirandello di Santa Lucia, a partire dalle 9,30.

 

Pubblicato su Tiburno l’8 aprile 2014

Glenda, attrice e modella supersportiva

di Rara Piol

Glenda Borchi

Glenda Borchi

Glenda Borchi, 24 anni e origini pistoiesi, vive a Roma dove studia Scienze biologiche e frequenta spesso Guidonia  per servizi fotografici ed eventi di moda. Amante dello sport a tutto tondo ( pratica   danza,   nuoto,   pattinaggio e   tennis) si definisce modella per hobby ma   la sua vera passione è la recitazione   che studia in un’accademia romana e che la vede impegnata   sia in  spettacoli teatrali, cortometraggi per il cinema, spot pubblicitari  e trasmissioni televisive (come il reality Mammoni edizione 2010). Nata sotto il segno zodiacale dell’Acquario  si descrive come  una ragazza dolce e romantica e identifica il suo lato grintoso e determinato   con l’animo felino   della tigre.   Nel tempo libero Glenda ama scrivere e viaggiare,   non rinuncia   ai piaceri della tavola e da buona toscana,  non potrebbe non indicare la tagliata tra i suoi piatti preferiti . Il suo sogno nel cassetto? Diventare una brava attrice e creare una famiglia con la persona che ama.      


L’arma della seduzione non le manca di certo. Alta un metro e settantacinque, gambe lunghe e snelle, sinuosa nelle forme tipicamente mediterranee e accattivante nello sguardo… Glenda, modella e aspirante attrice, con i suoi occhi verdi e il suo charme naturale ha conquistato anche noi. Vincitrice della fascia Miss Dive e Divi nel concorso nazionale Miss ragazza fashion 2012, non potevamo non sceglierla come testimonial del benessere in rima con la ritrovata vitalità che anima la tanto attesa stagione primaverile. Sportiva e salutista, Glenda si allena in palestra almeno tre volte alla settimana e, senza seguire una dieta in particolare, cerca di equilibrare carboidrati e proteine per mantenere un sano e corretto organismo ma…senza mai rinunciare ad un bel piatto di pastasciutta!
Palestra, nuoto, danza, pattinaggio… E’ evidente che la cura del corpo sia fondamentale nella tua vita.

Assolutamente sì! E’ davvero importante tenersi in forma, soprattutto per chi vuole far parte del mondo dello spettacolo. Per un’attrice, in particolare, oltre al corpo è importantissima la cura del viso, soprattutto nella televisione e nel cinema, affinché sia pulito, idratato e di ottima presenza.

1471756_679809312052522_1998002442_nCome gestisci il risveglio del tuo corpo al mattino ?

Prima di tutto faccio qualche esercizio di stretching e poi mi dedico ai movimenti facciali, così da iniziare ad attivare pian piano anche tutti i muscoli del volto. E’ mia abitudine da tempo ormai idratare bene sia il viso che il corpo con creme specifiche.

Quando si parla di moda le curve femminili si appiattiscono, ma per fortuna non è il tuo caso…

In realtà io mi definisco una modella per hobby, proprio perché mi sono resa conto fin da subito che non avrei mai potuto fare l’alta moda a livello professionale. Da bambina ricordo che sfogliavo le riviste, guardavo le sfilate ed ero convinta che un giorno sarei stata anch’io su quelle prestigiose passerelle… Purtroppo i requisiti nella moda e specialmente nel settore di alto livello sono ben precisi, molto rigidi e selettivi specie, appunto, nelle misure.

E tu credi sia giusto così?

Assolutamente no. Gli standard sono troppo eccessivi, non dico di far sfilare una ragazza particolarmente formosa, ma che almeno abbia un minimo di curve. Non credo io sia l’unica a pensare che la taglia 38 non sia necessariamente simbolo di femminilità. Inoltre se i vestiti che gli stilisti cuciono sono fatti per “gente normale”, mi chiedo perché non li facciano indossare a “modelle normali” o meglio a ragazze con misure comuni. La verità è che stanno portando tante modelle a rischio anoressia come tante ragazze che vogliono assomigliare loro.

1489194_437234349741006_891157055_nE di te, c’è una parte che cambieresti?

Sì, anche più di una a dir la verità, in primis vorrei avere meno seno. E in tutta serenità sono a favore della chirurgia plastica, purché utilizzata con cervello e consapevolezza, perché se una persona non si piace e non si accetta per com’è, è giusto che abbia la possibilità di cambiarsi. Io l’ho già utilizzata per un piccolo ritocco e non nego che lo farei ancora, magari per correggere altri difetti o parti del corpo che non riesco ad accettare.

E’ arrivata la primavera e, con lei, si risveglia anche il corpo. Come affronti la stagione dei fiori di pesco?

Adoro la primavera, con i suoi colori e la voglia di amare che porta con sé. In questo periodo cerco di dedicare molto tempo alla bellezza e al benessere del mio corpo utilizzando giornalmente creme e prodotti specifici per prevenire ed in alcuni casi curare le “classiche imperfezioni” della donna, sottoponendomi a volte a sedute di scrub e massaggi oltre alle necessarie e periodiche visite dall’estetista per “sistemarmi” un po’, anche in previsione dell’estate. Quando ho un po’ di tempo libero, mi piace concedermi piacevoli momenti di relax nel centro benessere con il mio fidanzato .

Bella, intelligente e determinata. Come vedi il tuo futuro?

Nonostante la crisi che regna, vorrei fare sempre l’attrice, punto. Sicuramente ora conto di laurearmi, e poi voglio sopra ogni cosa sposarmi! Il top sarebbe diventare una brava attrice sempre impegnata non solo sul set ma anche come moglie e mamma.

 

Pubblicato su Tiburno il 1° aprile 2014

Paolo, stagista in Germania: “Voglio diventare cittadino europeo, ma al servizio del mio Paese”

di Rara Piol

Paolo Petroni

Paolo Petroni

Paolo Petroni, classe ’87, è cresciuto a Fonte Nuova e, dopo il diploma al Liceo Scientifico Giuseppe Peano di Monterotondo, ha conseguito la Laurea specialistica in Ingegneria Meccanica, scelta che ha fatto senza alcuna influenza esterna, affascinato piuttosto dalla “concretezza e applicabilità degli argomenti trattati” – spiega. Oggi Paolo è uno stagista nel suo settore e vive a Berlino grazie ad una borsa di collaborazione europea, conosciuta col nome di Progetto Leonardo da Vinci. Intraprendente e curioso, spera un giorno di poter tornare in Italia e mettere a disposizione del suo paese tutte le esperienze che sta maturando all’estero.

Ingegnere stagista a Berlino. Quanti tentativi hai fatto in Italia?

Ho perso il conto dei CV inviati con criterio, vale a dire per posizioni aperte ben precise, che rispecchiavano le mie competenze. Credo di aver superato i mille. Per quanto riguarda veri e propri colloqui, cinque o sei dal vivo, qualcuno in meno via telefono o internet.

La vita da laureati è, soprattutto oggi, tortuosa e in salita. Perché?

Il numero dei laureati negli ultimi anni è decisamente aumentato rispetto alle effettive esigenze di mercato, portando ad una quasi naturale saturazione del sistema lavoro. Considerato poi che la maggior parte delle istituzioni fatica a svecchiarsi, i giovani sono costretti ad interminabili gavette, scartati perché non hanno esperienza o, peggio, perché sono troppo specializzati. Oltretutto, l’età per poter andare in pensione continua a crescere.

Quali sono secondo te le facoltà più penalizzate?

Difficile a dirsi, considerato che quando ho intrapreso il mio percorso di studi ero convinto che, da ingegnere, avrei avute molte più chance di un mio collega iscritto ad una facoltà umanistica. Più che al percorso di studi oggi si deve fare affidamento all’iniziativa e alla creatività personale per avere la possibilità di trovare un impiego.

Se fossi a capo del governo, cosa faresti per migliorare il sistema università e lavoro dei giovani?

Per quanto riguarda il mio campo, si pensi che in quasi ogni paese dell´Unione è previsto un semestre obbligatorio di stage in aziende del settore. Questo avvicina molto i neolaureati al mondo del lavoro. Da noi la cosa é facoltativa, nonché burocraticamente complessa, col risultato che, forse, uno studente su cento riesce nell´impresa. Il disorientamento che ognuno di noi ha sperimentato dopo la laurea diventa ovvio, alla luce di ciò. Inoltre renderei obbligatorio l’Erasmus, l’esperienza di studio all´estero, che ho fatto anche io e che ritengo fondamentale per la mia crescita personale. Infine, favorirei i datori di lavoro affinché assumano i neolaureati tramite dei contratti veri, non degli strumenti contrattuali che di fatto legalizzano lo sfruttamento del tirocinante, spesso addetto a mansioni sterili e che non lo faranno mai maturare da un punto di vista lavorativo.

Tornando alla tua esperienza, com’è lavorare in Germania?

Mi sento sicuramente motivato e gratificato, e non faccio nulla che possa rendermi spiacevole agli occhi dei colleghi o del mio capo. L´onestà è ripagata con la stessa moneta. Gli orari sono quelli standard, non ci sono differenze col nostro paese. Sono qui grazie ad un contributo dell´Unione, dunque non ricevo un vero stipendio. In media, comunque, qui si guadagna qualcosa in più dell´Italia, almeno nel mio settore.

Quali sono le differenze con il sistema lavorativo italiano?

Probabilmente i lavoratori. Qui non si sentono storie degli sprechi enormi della Pubblica Amministrazione, degli stipendi d´oro di alcuni dipendenti statali o cose simili. Quando parlo di onestà nel lavoro, mi riferisco anche a questo, a un´efficienza maggiore. Nessuno ha mai controllato a che ora arrivassi al lavoro o tornassi a casa, nessuno controlla ciò che effettivamente svolgo giornalmente perché, con molta semplicità, nessuno si aspetta che faccia qualcosa di diverso dal mio onesto lavoro. Non è nella mentalità di questo paese.

Ti è pesato lasciare l’Italia?

Lasciare l´Italia pesa, soprattutto in questo stato di buio ed inerzia culturale, che è la causa di tutto secondo me. Una televisione che banalizza ogni tipo di realtá e cancella ogni valore, che santifica il contenitore delle persone e ne mortifica il contenuto, per esempio. Non ho intenzione di restare per sempre all´estero. Anzi, in futuro sarei felice di mettere a disposizione del mio paese tutte le esperienze che sto maturando altrove. Vorrei davvero che fossimo in tanti a pensarla in questo modo.

Ad oggi sei soddisfatto della tua scelta?

Sì, mi ha aperto infinite porte e dato molte soddisfazioni, nonostante le difficoltà, sono soddisfatto del bagaglio culturale che ho acquisito. Se tornassi indietro ripercorrerei più o meno gli stessi passi. L´università non mi ha deluso, anzi. Probabilmente dedicherei più tempo allo studio delle lingue straniere e viaggerei di più in posti meno turistici.

Il tuo consiglio ai giovani che stanno terminando le scuole superiori e pensano all’università?

Suggerisco di ponderare molto bene la scelta, soprattutto in una fase della vita in cui non ci si rende effettivamente conto di ciò che ci aspetta. Oggi la concorrenza è tanta, perciò meglio non farsi abbagliare da nomi di facoltà che sembrano degli slogan e che non permettono un reale approfondimento delle materie, dove il percorso di studi è inzeppato di piccoli corsi poco formativi. E soprattutto, un CV che non indichi la conoscenza delle lingue vale davvero poco.

Pensando al futuro, quali sono i tuoi progetti di vita?

Diventare un vero cittadino europeo, prima che italiano, ma al servizio del mio paese. Parlare fluentemente almeno due lingue oltre all´inglese. E avere l’occasione di condividere con la mia ragazza una vita mai noiosa, ricca di stimoli per entrambi.

 

Pubblicato su http://www.tiburno.tv
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