Rara Piol

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Camillo Bona, i miei vent’anni d’haute couture

di Rara Piol

Camillo Bona e la collezione Sposa

Camillo Bona e la collezione Sposa

Figlio d’arte, Camillo Bona è nato e cresciuto a Monterotondo e, dopo gli studi classici, si è dedicato alla sua più grande passione, la moda, diplomandosi all’Accademia di Alta Moda Koefia a Roma, nel 1983. Le sue prime collezioni ottengono sin da subito il consenso della critica e si accorgono di lui anche le grandi dive del cinema: da Gina Lollobrigida a Eva Grimaldi, da Francesca Dellera ad Anita Ekberg, fino alla giovane e bella Signora Clooney, l’avvocatessa Amal Alamuddin. Nel ’95 i suoi abiti sfilano per la prima volta ad Alta Moda Roma, esaltando una figura di donna elegante e raffinata, e ispirando alcune delle sue creazioni a Caravaggio, Anna Magnani, al Barocco e ai mosaici bizantini.

Collezione Bona 2015

Collezione Bona 2015

A vent’anni dalla sua prima sfilata d’alta moda, lo stilista eretino Camillo Bona ha deciso di tornare in passerella proprio nel luogo che lo tenne a battesimo, l’Acquario Romano. E’ accaduto durante la fashion week AltaRomAltaModa dello scorso febbraio e per l’occasione è stata allestita una suggestiva mostra che grazie a 20 straordinari modelli, fotografati da Virginia Zeqireya , reinterpreta la donna di Bona in vent’anni d’haute couture. A fare subito notizia è stata la scelta di un suo elegante abito da cocktail da parte dell’avvocatessa più famosa del momento, la bella Amal Clooney che si aggiunge alla lista delle dive innamorate del suo stile inconfondibile. E’ nella bottega artigianale di Monterotondo che il noto stilista muove i primi passi con mamma Lucia, ‘miniaturizzando’ i modelli che le clienti commissionavano alle sue sapienti mani. Proprio nella sede storica di via Garibaldi ci incontriamo per la nostra intervista anche se la sua città natale ad oggi lo trova amareggiato e critico…

Quando ha capito di avere le carte vincenti per diventare una firma nel mondo dell’alta moda?

Durante la mia prima sfilata nel 1980, al termine del primo anno in Accademia. Ricordo che mi proposero di far sfilare i miei abiti presso l’Hotel Excelsior di Roma, dunque di fronte a un pubblico che non era quello della periferia. Ho capito che era andata magnificamente quando mi comunicarono che una donna in sala aveva comprato un capo della mia collezione. Non era da tutti ed io ero davvero soddisfatto, è stata una grande emozione.

Bona con l'abito scelto da Amal Alamuddin

Bona con l’abito scelto da Amal Alamuddin

Hanno indossato le sue creazioni dive come la Lollobrigida e la Ekberg. Cosa ha significato vestire questi grandi nomi del cinema?

È stata un’esperienza importante e soprattutto una forte soddisfazione, perché mi relazionavo con personaggi dello spettacolo di alto livello, io che appartenevo alla periferia. Ricordo di non avere mai avuto difficoltà con loro, accontentarle era spontaneo e naturale, anche perché io non le ho mai cercate, mi hanno sempre scelto loro.

Come la bella Amal Clooney, che quest’anno all’Alta Roma ha scelto uno dei suoi abiti…

Amal Alamuddin, in Clooney

Amal Alamuddin, in Clooney

Proprio così, me l’hanno comunicato dopo la sfilata, e nei giorni seguenti le ho inviato alcuni bozzetti. Alla fine ha voluto un abito da cocktail corto realizzato in georgette di seta pura bianca e crepe di seta gialla, elegante e allo stesso tempo indossabile tutto il giorno. È stato un modo fantastico di festeggiare i miei vent’anni di carriera, quando nel febbraio del ’95 firmai l’inizio della mia carriera nel calendario dell’alta moda romana. E poi Amal impersona esattamente la figura di donna che ispira le mie creazioni.

Collezione Bona 2015

Collezione Bona 2015

Cioè?

Sofisticata e raffinata, che abbraccia il moderno senza mai cadere nel volgare. Il mio è lo sfogo romantico di una passione d’altri tempi, l’essenza dell’eleganza, la massima esaltazione della sontuosità. La donna che rappresento, e qui potrei sembrare contraddittorio, non segue mai la moda. Segue l’arte.

Come la sua ultima collezione, ispirata a Silvestro Lega, pittore italiano dell’800 esponente della corrente dei macchiaioli.

Sì, la donna che ho portato sulla passerella quest’anno è lontana dalla confusione della massa, si distacca dallo stile effimero di questo tempo per ritagliarsi uno spazio più intimo, sereno e soprattutto quotidiano proprio come le signore ottocentesche ritratte da Lega nelle sue tele. La tavolozza primaverile si tinge dei colori vivaci della primavera, come giallo e verde menta o azzurro carta di zucchero, attenuati dagli abiti nelle nuance sabbia, cipria, corallo.

Camillo Bona

Camillo Bona

Dal pubblico di periferia a quello internazionale, passando per Roma, Bruxelles, Cina… qual è oggi il suo legame con Monterotondo?

Purtroppo tocca un tasto dolente, perché rispetto a trent’anni fa le cose qui sono cambiate e devo dire negativamente. La cultura e l’arte non solo non vengono valorizzate, ma direi addirittura ignorate. L’unica sicurezza di Monterotondo, che puntualmente si ripete ogni anno, è la sagra della panzanella. È mai possibile? Ovunque mi invitino vengo trattato da artista, il solo fatto di essere una firma della moda italiana all’estero è vista come una garanzia, e qui in “casa mia” lo scenario culturale invece è pressoché inesistente.

Dove la vedremo impegnato prossimamente?

Stasera sarò all’Hotel Ambasciatori Palace di Via Veneto per presentare la mia ultima collezione, in occasione del Rotary Club di Roma. Forse il 27 maggio sarò ospite in Campidoglio, ma ci sono ancora altri eventi da definire.

Pubblicato su Tiburno il 17 marzo 2015

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Istituto Eduardo De Filippo: “L’orientamento è un diritto e deve pagarlo la scuola”

di Rara Piol

Caccia al tesoro a Fonte Nuova

Caccia al tesoro a Fonte Nuova

“Orientare per fornire all’individuo in crescita gli strumenti necessari per conoscere se stesso e la realtà esterna, in modo da scegliere con maggiore consapevolezza il ruolo più idoneo nella società produttiva” – spiega la Prof.ssa Flavia Mezzanotte, docente di matematica e vicepreside dell’Istituto comprensivo Eduardo De Filippo di Guidonia. A pochi giorni dal termine delle iscrizioni alle scuole superiori, ci si chiede come i ragazzi giungano alla scelta di iscriversi al liceo piuttosto che presso un istituto tecnico/professionale, quanto influisca il parere dei genitori e come la scuola secondaria accompagni gli allievi durante questo percorso.

Avete adottato un sistema di orientamento formativo triennale. Di cosa si tratta?

Il modello che prendiamo in considerazione è quello della Career Education, educando, appunto, i ragazzi alla scelta. Il progetto è articolato in tre anni e parte dagli alunni della prima media, proponendosi, attraverso l’azione del docente, di migliorare la loro capacità decisionale e di indurli a scelte e progetti più congruenti alla consapevolezza di sé e di ciò che li circonda. Noi dobbiamo essere gli “orientatori spontanei e quotidiani degli studenti” e trattandosi di un percorso molto delicato ci siamo affiancati a un’equipe di esperti del settore e psicologi, che, durante il percorso, somministrano 5 test psicoattitudinali e affrontano i colloqui con l’istituto collegiale, i genitori e gli alunni.

Come sono strutturati i tre anni?

Il primo avrà come obiettivo la conoscenza socio-economica in cui si vive, il secondo prevedrà un percorso introspettivo e il riconoscimento dei fattori personali coinvolti nella scelta, il terzo, infine, la progettazione di un piano scolastico e professionale rispondente alle proprie caratteristiche e alle opportunità del mondo del lavoro. Il progetto ha preso avvio quest’anno, abbiamo già cominciato da settembre con le prime medie a conoscere il territorio che ci circonda e devo ammettere che la risposta degli studenti è entusiasmante.

Ha parlato di conoscenza del territorio, in che modo?

Sotto diversi punti di vista, scoprendo le potenzialità architettoniche, l’aspetto archeologico o quello commerciale osservando per esempio i mestieri. A questo proposito abbiamo organizzato incontri con i genitori che hanno spiegato alla classe quale fosse la loro attività lavorativa, l’ultimo è stato un meccanico che ha raccontato agli allievi come dalla scuola professionale si sia inserito nel mondo del lavoro, come dalla teoria e dai laboratori sia passato alla pratica sul campo. Abbiamo cercato di coinvolgere anche professori e esperti del nostro territorio e sono state organizzate diverse uscite.

Per esempio?

Finora l’esperienza più particolare è stata la caccia al tesoro organizzata a Fonte Nuova prima di Natale, che ha visto la partecipazione di molte famiglie e dell’amministrazione comunale. I ragazzi si sono divertiti molto mentre scoprivano e conoscevano il loro territorio, e durante la premiazione finale insieme all’attestato hanno ricevuto anche dei buoni libro.

A Guidonia invece cosa è previsto?

Per Colleverde, oltre a gite per conoscere il territorio, abbiamo fatto richiesta per incontrare il Sindaco, chi meglio di lui potrà illustrare ai ragazzi il posto in cui vivono e ciò che li circonda. Con loro siamo già stati allo Spazio Europa, perché l’obiettivo è quello di permettere agli studenti di conoscere, sì, il loro territorio, ma anche Roma e, ancor di più, la realtà europea.

Il progetto avrà sicuramente un costo. Chi lo sovvenziona?

La scuola. Siamo convinti che tutti abbiano diritto all’orientamento e, far pagare i genitori, sarebbe stato discriminatorio. Certo il budget è altroché elevato, proprio per l’assistenza costante di questa equipe di professionisti che incontrano regolarmente noi docenti per formarci, somministrano i test gli alunni e fanno colloqui con i genitori per informarli sulle attitudini dei loro figli. Pensate che dai risultati delle “prove” capita anche di imbattersi in problematiche per esempio di comprensione, che probabilmente le insegnanti avevano già individuato e che il test conferma. È importante secondo me che tutte le scuole adottino questo sistema triennale perché, anche se costoso, è fondamentale nel percorso formativo dei nostri ragazzi.

 

 Pubblicato su Tiburno il 17 marzo 2015

Primo Piano sull’orientamento in uscita: Istituto Luigi Pirandello di Santa Lucia, “Il questionario si fa online direttamente da casa”

di Rara Piol

Prof.ssa CRISTINA CAPRA - L. Pirandello Santa Lucia

Prof.ssa CRISTINA CAPRA – L. Pirandello Santa Lucia

Un progetto finanziato dalla Regione Lazio che permette agli alunni di svolgere gratuitamente da casa, inserendo un codice personale, il questionario online Magellano Junior: una batteria di 8 test realizzata da un team di ricercatori dell’Università di Padova, volta all’autovalutazione e alla scelta della scuola secondaria superiore. È il sistema adottato quest’anno dall’Istituto comprensivo Luigi Pirandello di Santa Lucia, che ha seguito gli studenti durante la fase dell’orientamento nella figura della Prof.ssa Cristina Capra insieme alla Prof.ssa Marilena Chiulli.
Oltre alla somministrazione del questionario, come avete orientato gli alunni nella scelta della scuola superiore?
Sono convinta che l’orientamento si costruisca negli anni, ecco perché cominciamo il nostro lavoro di osservazione già dalla prima media. Quest’anno abbiamo voluto inserire anche un percorso prettamente psicologico, con il supporto della Cooperativa Folias che ha tenuto circa cinque incontri per valutare la motivazione dei ragazzi. Durante l’open day inoltre abbiamo invitato gli istituti di zona ma anche quelli di Roma e le famiglie hanno potuto confrontarsi con i docenti e informarsi con consapevolezza sul futuro scolastico dei propri figli. Inoltre abbiamo organizzato degli stage professionali presso gli istituti che hanno aderito.
Tra i vostri allievi c’è stata una preferenza per il liceo scientifico.
Sì, lo scientifico si conferma il più scelto e di questo sinceramente sono contenta, perché da una parte mi fa pensare che ci sia del pragmatismo, dall’altra noto una forte eterogeneità, e questo è indice del fatto che oggi si prende più consapevolezza di quelle che sono le proprie competenze. Si compie una scelta mirata e in un paese come il nostro, in cui il 50% degli studenti si pente dell’opzione scolastica che ha preferito, mi sembra un ottimo risultato.
Come affrontate l’orientamento per i casi di disabilità?
Abbiamo un’equipe nutrita di sostegno e durante i consigli di istituto ci prendiamo cura di questi casi con una maggiore sensibilità, assicurandoci di indirizzare gli allievi secondo le loro attitudini per inserirli in percorsi con finalità lavorative, ma anche garantendo loro una continuità dal punto di vista del sostegno. Diciamo che la preferenza di questi ragazzi è nei confronti delle scuole professionali.
E per gli studenti stranieri?
Sicuramente viene prima un discorso di integrazione e poi di orientamento. È naturale che se il ragazzo arriva in prima sarà più facile il percorso di inserimento. Anche se per esempio quest’anno è arrivata in terza un allievo di origini albanesi, la sua famiglia è venuta a parlare con noi con un mediatore linguistico del Comune e abbiamo scoperto la sua attitudine per le materie scientifiche e un “rifiuto”, se così si può definire, per il latino. Così la sua scelta è ricaduta sullo Scientifico Tecnologico, è stata tra l’atro una delle partecipati allo stage professionale organizzato dall’Istituto.
Come può migliorare il sistema di indirizzamento?
La nostra dirigenza è sempre aperta a nuove proposte e progetti e questo ci permette di lavorare costantemente per potenziare i servizi a disposizione degli studenti. Credo che gli sportelli psicologici dovrebbero fare dei focus sempre più attenti sull’orientamento. La scuola deve avere una grande sensibilità in questa fase perché è quella più importante nella vita scolastica e personale dei ragazzi, soprattutto per prevenire l’abbandono scolastico.

Pubblicato su Tiburno il 17 marzo 2015

Il Catullo come tutti i licei classici deve fare i conti con le iscrizioni in calo

di Rara Piol

Se per l’anno scolastico 2014-2015 gli iscritti erano 221, quelli per il 2015-2016 sono 168: questi i dati raccolti al Liceo Classico G. V. Catullo di Monterotondo che segnano un calo non indifferente delle iscrizioni, a conferma di una tendenza più generale in Italia che vede scartare l’indirizzo umanistico in favore di istituti tecnici e materie scientifiche. La Prof.ssa Annaclaudia Masci, responsabile dell’orientamento in entrata, spiega come l’offerta formativa della struttura sia stata arricchita negli anni e come, nonostante le iscrizioni siano diminuite, la risposta agli open day sia stata positiva.

I dati confermano che le iscrizioni sono in calo. Come definirebbe la partecipazione alle giornate di orientamento?
Positiva, devo dire. La nostra scuola ha partecipato agli open day nelle varie scuole medie del territorio di Monterotondo ma anche i paesi fino al confine con la provincia di Rieti, come Poggio Mirteto. Inoltre tutti i venerdì pomeriggio, a partire dai primi di dicembre fino alla chiusura delle iscrizioni, ha organizzato uno sportello di orientamento proprio nella struttura e ha pianificato due giornate di scuola aperta, durante le quali è stato illustrato il piano educativo della scuola dai docenti delle varie discipline e i ragazzi dell’Istituto che, con lezioni, dimostrazioni e laboratori, hanno cercato di spiegare le attività curriculari ed extracurriculari che si svolgono a scuola. Infine, durante l’ultima settimana di gennaio, gli studenti delle scuole medie sono stati invitati a partecipare a una giornata di stage, ovvero ad assistere in classe a tre ore di lezione mattutina insieme agli studenti del nostro Istituto.
Ha parlato di attività extracurriculari, per esempio?
Nella fascia pomeridiana il liceo organizza corsi, aperti agli studenti della scuola e ai cittadini del territorio, di lingue orientali (arabo, cinese, giapponese), di certificazione di lingue europee (Goethe, Cambridge, DELE, DELF: tedesco, inglese, spagnolo, francese), corsi di lingua italiana dei segni per i sordomuti (LIS), corsi di primo soccorso (tenuti da volontari della Croce Rossa). C’è un corso di archeologia, gruppi sportivi studenteschi (pallavolo e nuoto), corsi per la patente europea del computer, di editoria digitale, di didattica multimediale, quest’ultimo rivolto ai docenti.
Il Catullo ha anche un indirizzo linguistico.
Sì, da noi è previsto lo studio di tre lingue straniere curriculari: l’inglese (obbligatorio per tutti gli indirizzi) e lo spagnolo, francese e tedesco. I ragazzi al momento dell’iscrizione devono sceglierne due, che vengono studiate con un docente di lingua e con uno di madrelingua. A questo proposito ci tengo a precisare che la presenza di questo docente, insieme al numero settimanale di studio di queste lingue, differenzia il liceo linguistico da altri licei o istituti che offrono il bilinguismo o che studiano più di una lingua: scientifico, scienze umane, alberghiero etc. Cerchiamo di coinvolgere i ragazzi in progetti inerenti il loro percorso.
Per esempio?
È possibile, per i soli studenti del triennio, partecipare al progetto di Intercultura che consente di trascorrere da tre mesi a un anno scolastico all’estero frequentando una scuola di pari grado. È attivo uno sportello di consulenza psicologica cui si possono rivolgere studenti, genitori e docenti. Inoltre vengono organizzati dei corsi di logica per gli alunni del penultimo e ultimo anno che devono affrontare i test di accesso alle varie Facoltà universitarie. Ovviamente è presente uno sportello psicologico aperto agli studenti, ai genitori e ai docenti.
Pubblicato su Tiburno il 17 marzo 2015

Fonte Nuova – 8 Marzo, confronto tra donne sulle politiche di genere

di Rara Piol
CONFRONTO DONNE 8 MARZO

Fonte Nuova – 8 marzo 2015

Su ogni sedia una donna, una lavoratrice, una madre: tutte pronte a confrontarsi sulle problematiche della realtà sociale e culturale del territorio di Fonte Nuova.

E’ stato proprio questo lo spirito dell’iniziativa promossa dall’assessore Paola Scatena in collaborazione con Fulvia Moriconi, presidentessa dell’associazione culturale LiberaMente di Santa Lucia: l’incontro, avvenuto domenica 8 marzo presso i locali dell’associazione in Piazza delle Rose, era aperto a tutti i cittadini e ha lasciato emergere tematiche femminili importanti, quali il contrasto e la prevenzione alla violenza maschile sulle donne; la riflessione politica sul tema del lavoro; il monitoraggio della salute nonché la promozione della democrazia paritaria. Presenti all’evento molte delle donne dell’amministrazione comunale, dagli assessori Donatella Ibba, Paola Scatena e Katiuscia Marcelli alle consigliere Lorena Colasanti, Adele Volpe, Imelda Buccilli, Eleonora Panzardi, Paola Verticelli ed Emanuela Muccigrosso.
Gli interventi e le proposte avanzate, come uno sportello antiviolenza presso il comune o l’esigenza di conoscersi e sostenersi di più, hanno confermato una volontà da parte delle partecipanti di voler abbattere il pregiudizio, la discriminazione, la violenza e soprattutto la paura, con azioni concrete e reali.
“Con quello di oggi – dichiara l’assessore Scatena – si darà il via a una serie d’incontri/confronti, una volta al mese, aperti a tutti e volti al cambiamento e alla costruzione di una nuova cultura e di un nuovo immaginario della figura della Donna, per raggiungere un equilibrio paritario senza dover rinunciare a quegli elementi che ci differenziano dall’uomo”. Solo una sedia vuota, con sopra un cuscino rosso e un mazzo di fiori, a indicare tutte quelle donne che purtroppo non erano presenti.
Pubblicato su Tiburno il 10 marzo 2015