Rara Piol

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“E se fossi morto?”: Muhammad Dibo racconta i dolorosi anni siriani dal 2011 a oggi

di Rara Piol

Fouad Roueiha, Muhammad Dibo, Fernanda Antonini e Federica Pistono

Fouad Roueiha, Muhammad Dibo, Fernanda Antonini e Federica Pistono

Si è aperto con un minuto di silenzio il terzo incontro con l’autore per la maratona letteraria Librinfestival, la scorsa domenica 15 novembre, dalle 17:30, presso la Casa della Pace in Piazza Angelo Frammartino, a Monterotondo: sessanta secondi simbolici di raccoglimento per tutte le vittime del terrorismo, da quelle più lontane nel tempo (l’America nel 2001, l’Indonesia nel 2002, la Spagna nel 2004, la Gran Bretagna nel 2005, l’India nel 2008 e il Kenya nel 2013) fino alle più recenti di quest’anno (Kenya, Tunisia, Turchia, Egitto, Libano e Francia). “E se fossi morto?” il romanzo in concorso di Muhammad Dibo, è stato l’input letterario di uno scambio culturale tra l’autore e i partecipanti. Mediatrice dell’incontro Fernanda Antonini, membro della giuria. Erano presenti in sala Federica Pistono, traduttrice dell’opera, Chiarastella Campanelli, curatrice della collana “Altriarabi”, e Fouad Roueiha, giornalista e interprete.

L'autore Muhammad Dibo

L’autore Muhammad Dibo

L’autore
Muhammad Dibo, classe ’77, è un giornalista, scrittore e poeta siriano. Dal padre, scomparso giovane, l’autore eredita l’interesse per la politica e, soprattutto, lo spirito combattivo e ribelle che lo porterà sin dal principio a partecipare alla rivoluzione siriana contro il regime di Bashar al-Asad, fino a essere arrestato e torturato, ed infine esiliato. Oggi vive a Beirut, in Libano, collabora con numerose testate giornalistiche di rilievo internazionale ed è caporedattore di “SyriaUntold”, che si occupa di attivismo civile.

La prima di copertina "E se fossi morto?" edizione Il Sirente

La prima di copertina “E se fossi morto?” edizione Il Sirente

La trama
Sono le prime ore del mattino quando il protagonista viene svegliato dal suono del telefono: un’amica gli comunica che un giovane di nome Muhammad Dibo è stato ucciso nella città di Duma. Con questo strano caso di omonimia, l’autore traccia una lunga testimonianza sulla guerra civile siriana, dal suo principio sull’onda delle rivoluzioni tunisina, egiziana e yemenita, fino allo sgretolarsi della Siria sotto la macchina repressiva del potere e degli interventi stranieri. Un abile intreccio di storia contemporanea e narrativa che ha come protagonista l’uomo e “il pianto, il terrore, le bombe, il canto e il sogno di una patria che possa volare libera”.

Quando la madre è una catena
“Dopo l’inizio della rivoluzione – spiega Dibo – tra le cose che mi causavano maggiore difficoltà c’era mia madre e la relazione con lei: presente e pronta ad allontanarmi dalla politica, la stessa che gli aveva portato via mio padre. Per questo ho sempre vissuto un forte conflitto interiore, perché da un lato non volevo che soffrisse ancora, dall’altro sentivo viva l’esigenza di lottare per la mia patria oppressa. Il suo amore – prosegue – era diventato il mio limite. Nel 2008, quando ho scritto “Errore elettorale”, i servizi segreti mi hanno convocato per un interrogatorio, e noi sappiamo bene cosa può voler dire nel mio paese. Il giorno della convocazione mia madre mi ha salutato come se fosse l’ultima volta che ci saremmo visti. Quando la sera, per fortuna, sono tornato a casa, l’ho trovata in un angolo con il volto funereo. Da lì – conclude – mi sono ripromesso che non l’avrei più esposta a tale sofferenza. Poi però con l’inizio della rivoluzione ho dimenticato questo proposito e sono sceso in piazza a Damasco a manifestare contro il regime. E sono stato arrestato”.

12255395_1632439490356899_738582482_oL’arresto e la prigionia nelle dure carceri siriane
Tradito e venduto al regime da un amico che si è trasformato all’improvviso in un informatore, una spia. Costretto alla prigione e alla tortura, Dibo sopravvive e declama poesie ai compagni di cella: “Credevo di conoscere le carceri siriane attraverso le letture che avevo fatto, ma ho scoperto ben presto che quanto avevo appreso dai testi era niente in confronto a ciò che avrei provato poi sulla mia pelle. Per questo vi invito, se doveste leggere questo libro, a moltiplicare per mille quanto ho riportato in merito, così da avvicinarvi a comprendere cosa provano oggi i siriani. E nonostante le percosse, le sevizie elettriche, ricordo ancora i sorrisi degli uomini con cui ho abitato la prigione, che mi chiedevano racconti e poesie”.

La fabbrica della paura: la dittatura e il legame tra terrorismo e oppressione
…chiamavo “paradiso della paura” la vita che vivevo fuori dal carcere, e “inferno della paura” l’esistenza che si viveva “dentro”. Sì, la nostra vita è diventata questo: inferno e paradiso in un’unica paura. Non basta forse questo a rovesciare un regime? (tratto da “E se fossi morto?” pag. 89 ndr). “La dittatura permea ogni aspetto della Siria – spiega Dibo – dalla scuola alla stampa, e la prima cosa che si impara è proprio la paura. Tra il ‘grande carcere’, la Siria, e il ‘piccolo carcere’, quello vero e proprio, la differenza sta nel dolore fisico che si prova nel secondo luogo, poiché la sofferenza intellettuale vive in entrambi. Il piccolo carcere, quello dove nasce e si forma il terrorismo, cerca di piegare coloro che si sono ribellati al grande carcere. Io faccio parte della componente alauita (gruppo religioso musulmano sciita ndr), la stessa del regime, eppure a quest’ultimo mi oppongo fortemente. Quando a Damasco chiedevamo riforme contro l’integralismo islamico, cercando di organizzare conferenze, venivamo sempre ostacolati e ci venivano negate le autorizzazioni. E il regime, attraverso la televisione, continuava la sua propaganda di oppressione diffondendo la paura. Questa è la chiave: bisogna combattere l’oppressione per fermare il terrorismo. La liberta ce l’hai quando non ti rendi conto di essere libero”.

Saranno sconfitte le colombe? Assolutamente no
Si interrogano i presenti in sala e tra le domande rivolte all’autore una colpisce l’attenzione di tutti: Cosa può fare allora il singolo? Come possiamo essere d’aiuto? “Questo pianeta è una patria condivisa – risponde l’autore – e ne è la conferma lo stesso Angelo Frammartino, un ragazzo che è partito per la Palestina per difendere una giusta causa, per portare avanti i valori di tutti e che oggi, purtroppo, non è qui a poterlo raccontare. O lo stesso Padre Paolo Dall’Oglio (fondatore della comunità interreligiosa di Deir Mar Musa al-Habashio in Siria ndr) che aveva intrapreso il suo viaggio nella città di Raqqa e del quale da due anni non si ha più notizia. Non era siriano, né italiano: era un cittadino del mondo. Quello che possiamo fare è eliminare le barriere che ci separano, cancellando l’oppressione, mirando alla libertà”.

Come l’aereo sparisce dal cielo, patria delle colombe, così la tirannia sparirà dalla mia patria, perché le colombe ci sono alleate nel viaggio verso la libertà… Perché volino le colombe e piova su di noi: libertà, libertà, libertà nel cielo di Damasco! Saranno sconfitte le colombe? Assolutamente… no!

Il prossimo incontro venerdì 4 dicembre

Sarà presentato venerdì 4 dicembre alle ore 19, il quarto libro in concorso, “La scuola possibile”, tra utopia e realtà: una storia di teatro in un liceo, di Paola Prandi (Robin edizioni). Location da definire.

 

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Autoscan, l’apparecchio che rileva i veicoli irregolari, in arrivo anche a Fonte Nuova

di Rara Piol

Il Comandante della Polizia Locale Carlo Rinaudo

Il Comandante della Polizia Locale Carlo Rinaudo

Si chiama Autoscan ed è il nuovo sistema di controllo dei veicoli in transito, uno strumento in grado di rilevare e identificare le vetture che circolano in modo irregolare: senza assicurazione e/o revisione, sottoposte a fermo amministrativo o addirittura rubate. Come funziona? Perché i comuni se ne avvalgono? Quali sono i vantaggi e quali invece le sue criticità? Ce lo spiega il Comandante della Polizia Locale di Fonte Nuova, Carlo Rinaudo, che prevede l’arrivo di questo apparecchio per la fine del mese di novembre anche nelle zone di Tor Lupara e Santa Lucia.

 

 

Perché è necessario dotarsi di Autoscan e come funziona?

E’ uno strumento molto efficace e importante, soprattutto dal 18 ottobre scorso, cioè da quando non è più obbligatorio esporre il contrassegno relativo all’assicurazione del veicolo. La targa diventa dunque la carta d’identità del mezzo di trasporto e grazie ad Autoscan le forze dell’ordine potranno verificarne in modo immediato la regolarità. L’operazione richiede la presenza di almeno 4 persone, dunque due pattuglie: la prima sarà posizionata vicino l’apparecchio, la seconda invece a una distanza di circa 500 metri. Una volta rilevata la targa, il congegno, collegato a tutte le banche dati, trasmetterà in un secondo circa le informazioni dedicate, alla squadra collocata più lontana dal dispositivo che dovrà fermare la vettura ed effettuare le verifiche di prassi, dando la possibilità al conducente di contestare l’eventuale infrazione. Ci tengo a sottolineare che il coinvolgimento degli agenti di polizia locale significa che, anche nel 2015, la macchina non sostituisce l’uomo, anzi, sarebbe un bene per la comunità potenziare il corpo della municipale aumentando gli addetti sul territorio.

 

autoscanCosti ed efficienza dell’apparecchio?

Sul mercato ci sono molti modelli diversi, quello che abbiamo scelto noi ha la visione notturna ed è a colori proprio per garantire una migliore riuscita dell’operazione, per un costo superiore ai 10mila euro più iva. In dotazione, oltre allo strumento, sarà necessario un computer/tablet con router per trasmettere i dati. È chiaro che c’è sempre un margine d’errore, le macchinette non sono impeccabili, ma in linea di massima l’affidabilità è molto alta. Il problema che si può presentare è in realtà legato a quelle macchine che, nonostante la segnalazione, non riusciamo a fermare: ecco perché si crea una black list che torna utile quando facciamo i posti di controllo. Poi se dal rilevamento tramite Autoscan e il secondo controllo il conducente avesse ottemperato alle mancanze precedenti, meglio così. Si potrebbe addirittura pensare di comunicare i dati del veicolo irregolare ai colleghi delle zone limitrofe, con questo tipo di collaborazione l’efficienza del servizio sarebbe senz’altro migliore.

 

Per le vetture con targa straniera invece?

In quel caso lo strumento non funziona, perché dovremmo essere connessi con le banche dati estere e ancora non abbiamo questo tipo di collegamento, perciò dobbiamo necessariamente fermarle tutte, facendo fede a quanto riporta l’articolo 207 del Codice della strada, relativo ai veicoli immatricolati all’estero o muniti di targa EE: “Quando con un veicolo immatricolato all’estero o munito di targa EE viene violata una disposizione del presente codice da cui consegue una sanzione amministrativa pecuniaria, il trasgressore è ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell’agente accertatore, il pagamento in misura ridotta previsto dall’art. 202. L’agente trasmette al proprio comando od ufficio il verbale e la somma riscossa e ne rilascia ricevuta al trasgressore, facendo menzione del pagamento nella copia del verbale che consegna al trasgressore medesimo”.

 

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CANCELLARE IL GRIGIORE DELLA CITTA’ IN RICORDO DI MAURIZIO “TROMH”

di Rara Piol

image.phpGrande partecipazione lo scorso 25 ottobre alla V edizione del “Ciao Tromh”, l’evento in ricordo del Writer Maurizio Maurizi, scomparso nell’agosto 2011, all’età di 36 anni. La manifestazione, che si è tenuta presso piazza Falcone e Borsellino a Monterotondo, ha visto protagonista l’arte in tutte le sue forme, riversata nei colori saturi dei murales e dei graffiti tutto intorno al piazzale, o riecheggiare nelle note della musica di sottofondo.

image.phpkkTogliere il grigio dai muri della città: era proprio questo l’obiettivo di Maurizio, il teschio verde eretino, un punto di riferimento per tantissimi giovani del territorio, che nel 2010 aveva fondato insieme a Katia Cugini l’associazione culturale Robba de Strada, con l’intenzione di organizzare eventi che colorassero le strade di Monterotondo, come il Circus Jam e il Water Jam, dove la street art, in particolar modo il writing, era il cuore della manifestazione. “Condividevamo la stessa visione di sviluppo territoriale – racconta Eugenio Battaglini, presidente dell’associazione Calde correnti chimiche – volevamo combattere il degrado urbano. Uno degli ultimi ricordi che ho con lui fu alla fine di un evento che organizzammo insieme: ci abbracciammo forte, soddisfatti, come a dire che avremmo fatto grandi cose per il nostro paese. Mi manca”.

image.phpllTantissimi i Writers che hanno ricordato Maurizio così come lui avrebbe voluto, riempiendo le pareti di colori sgargianti e frasi come “Chi Tromh un amico, Tromh un tesoro”. Erano presenti disegnatori di Monterotondo, come Eugenio Fabrizi, detto Er Cicala, che racconta di aver conosciuto il teschio verde durante i primi anni del liceo e di come questo incontro abbia arricchito la sua vita: “Ho sempre amato disegnare e, dopo aver stretto amicizia con lui, mi sono appassionato anche al writing. Ci ha lasciato una grande eredità – prosegue – era in grado di unire moltissime persone di estrazioni sociali diverse e oggi, in questa piazza, continuiamo a essere uniti grazie a lui. Un’opportunità di scambio e confronto – conclude – che non ci sarebbe stata senza la sua grande personalità”. Ma anche artisti di Roma, come Pietro Maiozzi in arte Bol23, che iniziò 25 anni fa prendendo in prestito i treni romani come tele, con la presenza ricorrente nei suoi graffiti di un pappagallo con il berretto: “Ci piaceva dipingere insieme – racconta – con lui era sempre festa, portava colore e allegria”.

lllStand di creazioni artigianali, esibizioni di Hip Hop, break dance e ginnastica acrobatica nel primo pomeriggio, concerti di band del territorio e non solo dalle 18 in poi: una vera e propria festa per grandi e piccini, patrocinata dal Comune di Monterotondo e organizzata con l’aiuto delle associazioni locali, come Calde Correnti Chimiche, Folias, Fronte sonoro, Centro Ginnastica, il Cantiere. “Da un paio di anni abbiamo dato molto spazio ai bambini – spiega Katia Cugini – con laboratori, trucca-bimbi ed esibizioni di danza, perché se vogliamo che il ricordo di Maurizio duri nel tempo, loro sono l’unico modo, affinché Tromh possa continuare a vivere non solo sui muri ma nei cuori di molti. Tutte le persone che collaborano all’evento – continua – lo fanno assolutamente a titolo gratuito e ciò che viene guadagnato durante l’evento viene riutilizzato l’anno seguente per ripetere la manifestazione, che è sempre più ricca di ospiti e performance. Ma per noi – conclude – l’ospite d’onore rimane sempre Erminia, la madre di Maurizio”.

Elena Zavoli, la mamma Erminia e Katia Cugini

Elena Zavoli, la mamma Erminia e Katia Cugini

E proprio la mamma racconta commossa di quando un giorno tornando a casa, trovò un murales sulla parete della sua camera da letto: “C’era scritto Grazie Mamma, come avrei potuto arrabbiarmi? – sorride – Era una ragazzo sempre attivo, mi coinvolgeva e mi chiedeva spesso se mi piacessero i suoi disegni. Ora che non c’è più nemmeno suo padre e sono rimasta con mia figlia Rosita, a volte mi sento sola. Però poi penso a giorni come questi e mi rendo conto che quella che Maurizio mi ha lasciato è una vera e propria famiglia”. E al collo mamma Erminia indossa un ciondolo d’argento a forma di teschio verde, realizzato a mano da Elena Zavoli proprio per l’evento.

 

Pubblicato su Tiburno, martedì 28 ottobre 2015

Tutte le foto sono di Vittorio Moriconi

Il Pediatra Risponde: “Come aiutare i nostri bambini a tornare a scuola carichi di energia?”

di Rara Piol

Il pediatra, Dott. Ennio Carrara

Il pediatra, Dott. Ennio Carrara

Il Dottor Ennio Carrara, Medico specialista pediatra di Fonte Nuova, ci spiega come meglio affrontare il rientro a scuola dei nostri bambini, facendo attenzione a tutti quegli aspetti importanti che contribuiscono alla loro crescita e formazione.

Riposo, favorite il giusto ritmo del sonno

È chiaro che le ore di riposo notturno necessarie debbano essere otto, poi, ovviamente, ogni bambino vive una situazione diversa. In vacanza gli orari sono più elastici, dunque è bene regolarizzarli qualche tempo prima della ripresa scolastica. Durante la settimana è consigliabile andare a letto presto, così da favorire la giusta ricarica energetica che serve al corpo per affrontare la giornata a scuola. E il riposino pomeridiano? Beh, diciamo che a partire dalle scuole elementari il bambino dorme sempre meno il pomeriggio, perché occupato a svolgere i compiti o magari un’attività sportiva. Qualora si sentisse stanco può sicuramente fare un pisolino, senza esagerare però, altrimenti starà alzato durante la tarda serata .

Alimentazione, limitate gli snack extra

Durante l’estate le giornate sono più lunghe e le attività fisiche del bambino si moltiplicano: questo aumenta spesso il suo appetito e, sbagliando, si tende a concedergli troppi “extra”, come il gelato oltre la merenda. Pensate che la patologia infantile più riscontrata da noi pediatri è proprio l’obesità e l’estate l’infante è solito ingrassare. Per questo è importante non saltare alcun pasto e cominciare la giornata con una ricca colazione, se possibile insieme a mamma e papà, così da costruire una sana routine alimentare. Il mio consiglio, soprattutto se c’è una tendenza a prendere peso, è la classica dieta dissociata: a pranzo un primo piatto e la sera un secondo con contorno. E a merenda? Tanta frutta e, una tantum, un bel gelato!

Il vaccino, cosa c’è da sapere

È assodato che dalla scuola materna a quella elementare, nel periodo autunno/inverno, i bambini tendano ad ammalarsi, soprattutto al livello dei processi catarrali. Per questo suggerisco il vaccino anticatarrale: i “lisati batterici” vengono somministrati per circa tre mesi, mentre i “ribosomiali” per un tempo più prolungato. Entrambi introducono nell’organismo del bambino i germi o gli estratti de germi della malattia, favorendo la produzione degli anticorpi, senza alcun effetto collaterale. Quindi mio figlio non si ammalerà? Il vaccino non garantisce l’immunità dalla malattia, ma ci sarà meno incidenza di infezione e soprattutto meno intensità, perché proteggerà e rinforzerà il sistema immunitario.

Mal di pancia: realtà o finzione?

Quando l’infante lamenta una sofferenza asintomatica legata magari a un disagio scolastico è necessario osservarlo e capire come intervenire: se il malessere si presenta durante la fase di passaggio dalle scuole elementari alla scuola media, è chiaro che potrebbe essere dovuto al cambiamento e dunque trattarsi di un disagio momentaneo, che si supera dopo un paio di mesi generalmente. Se invece si protrae, sarà bene farlo visitare dal pediatra che, una volta escluse patologie quali indigestione, alterazione della flora intestinale e/o intolleranze alimentari, può avvalersi di una consulenza psicologica. Anche la stipsi è un aspetto psicosomatico? Sì, perché è difficile che il bambino sia stitico senza un motivo: per esempio nella fase in cui abbandona il pannolino, perde una sicurezza ed è facile che abbia difficoltà a defecare. Questo vale anche per la scuola ovviamente, perché il bambino lascia la sicurezza della casa per ritrovarsi in un ambiente nuovo al quale deve abituarsi.

Sport, è bene praticarlo regolarmente

Al giorno d’oggi è sempre più difficile vedere i bambini giocare in cortile o sul prato all’aria aperta, questo a causa purtroppo sia dei pericoli che la strada nasconde sia della tecnologia che comporta l’isolamento e, soprattutto, la sedentarietà. Per questo è fondamentale che l’infante scelga l’attività sportiva che più gli piace e la pratichi con regolarità durante la settimana: non solo aiuterà a rafforzare il suo corpo fisicamente, ma gli permetterà di scaricare lo stress psicologico, rendendolo un bambino più sereno e tranquillo.

“Roma Caput Zombie”: Marco Roncaccia racconta la Capitale invasa dai morti viventi

di Rara Piol

Daniele Picciuti, Laura Platamone e Marco Roncaccia

Daniele Picciuti, Laura Platamone e Marco Roncaccia

Per il secondo incontro con l’autore, sabato 31 ottobre, presso Tsopela a Monterotondo, in una spettrale location in puro stile Halloween, Librinfestival ha conosciuto Marco Roncaccia e la sua nuova opera, il romanzo “Roma caput zombie”, edito lo scorso maggio da Neropress (nel 2008 pubblicava “Il filastrocchio”). Ha condotto l’incontro Sandro Tucci, membro della giuria, con la presenza in sala anche dell’editore del libro Daniele Picciuti.

L'autore Marco Roncaccia

L’autore Marco Roncaccia

L’autore
Roncaccia, classe ’69, è un operatore sociale eretino che dagli anni ’90 si occupa di progetti che riguardano minori a rischio, ex prostitute, disabili, senzatetto e tossicodipendenti: venticinque anni di storie di strada che si leggono tra le righe della sua ultima creazione narrativa di genere horror.

La trama
Aldo, il protagonista, è un precario sotto sfratto appena mollato dalla compagna e impiegato in una cooperativa che da mesi non gli paga lo stipendio, costretto a scambiare la sua Ford Fiesta con un tossico in cambio di un alloggio in una palazzina popolare: viene morso da un piccione e si trasforma in uno zombie alle prese da un lato, più pragmatico, con l’esigenza di nutrirsi di carne umana per sopravvivere, dall’altro, più etico, con le difficoltà morali che questa scelta comporta, considerando soprattutto il suo lavoro e i suoi principi.
Marco Roncaccia e Sandro Tucci

Marco Roncaccia e Sandro Tucci

“Racconta la Roma del presente”

“Ho sempre pensato – dichiara l’autore – che un operatore sociale potesse scrivere solo genere horror, perché di orrore per strada ne vede tutti i giorni. La Roma che racconto – prosegue – è presente e non immaginaria (luoghi come Tiburtino III, Trionfale, Boccea etc. ndr) si respira il suo degrado urbano e umano in tutto il romanzo e l’ambientazione è contemporanea. Ho voluto scrivere un libro come mi sarebbe piaciuto leggerlo – conclude – non lunghissimo, diviso in capitoli brevi, con un ritmo serrato, che non si perdesse insomma in digressioni inutili che distraggono il lettore e, a mio parere, lo annoiano”.
La copertina di "Roma Caput Zombie"

La copertina di “Roma Caput Zombie”

Immigrati e precari: ecco chi sono gli zombie di oggi

Chi sono gli zombie che Roncaccia descrive? Sandro Tucci, mediatore dell’incontro, ipotizza allora due figure possibili da accostare a queste creature della notte, in bilico tra lo spirito di sopravvivenza e il dilemma etico: gli immigrati, che arrivano in Italia e devono, appunto sopravvivere, e i precari. “Credo che i primi – risponde l’autore – siano zombiezzati dal sistema e, purtroppo, da alcune cooperative sociali, ne abbiamo avuti esempi lampanti durante la giunta Alemanno e anche precedentemente. La seconda piaga, il precariato, è forse il peggiore virus che abbia contagiato l’essere umano: sognavo di fare l’operatore sociale per sopravvivere aiutando glia altri. Come si può fare ciò in una società che mina la sopravvivenza stessa?”

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Silvia di Tosti e Aza Ozba

Critica sociale attraverso l’horror.. con un pizzico di ironia

Un’opera dunque che si ispira agli zombie di Romero ne “La notte dei morti viventi” e alla narrativa di Walter Siti de “Il contagio”, che non vuole essere palcoscenico del lugubre né una semplice parodia, bensì un libro, anche ironico, che fa critica sociale attraverso l’horror. E la copertina, disegnata ad hoc dall’illustratrice Laura Platamone, è la sinossi di tutta la storia: due piccioni che, all’ombra del Colosseo, simbolo indiscusso di Roma, mangiano un dito. “È l’unico libro – ironizza Roncaccia – ad avere l’indice in copertina”. Era presente la truccatrice Aza Ozba che ha realizzato make up horror ai partecipanti.

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Lo staff di Tsopela a Monterondo

Il prossimo incontro, domenica 15 novembre, ore 17:30
Mohamad Dibo sarà il terzo autore in concorso per Librinfestival, durante l’incontro presso la CasadellaPace Angelo Frammartino: giornalista, scrittore e poeta siriano, presenterà il suo romanzo “E se fossi morto?” (editore Il Sirente), una lunga testimonianza sulla Siria contemporanea. Sarà presente un interprete.
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“Vi salvo io” di Alekos Rundo apre Librinfestival: il romanzo che denuncia il degrado sociale odierno

di Rara Piol

Selene Gagliardi, Eugenio Fabrizi, Alekos Rundo, Silvia Di Tosti e Giusy Radicchio

Selene Gagliardi, Eugenio Fabrizi, Alekos Rundo, Silvia Di Tosti e Giusy Radicchio

Grande partecipazione per l’apertura ufficiale di Librinfestival lo scorso venerdì 16 ottobre, presso Baratto lib(e)ro in via Nazario Sauro 48, nel centro storico di Monterotondo: ad aprire la prima edizione della maratona letteraria il romanzo del giovane scrittore eretino Alekos Rundo, “Vi salvo io” (Editore Meligrana ndr), la sua seconda opera narrativa (precedentemente “Come vuole il mare”, edito nel 2013). Mediatore dell’incontro Silvia Di Tosti, organizzatrice del concorso insieme a Giusy Radicchio e Selene Gagliardi.

“In questo romanzo ci sono i nostri tempi beffardi e depressi, dove lavorare è un lusso. Inoltre c’è una ragazza scomparsa nel nulla, c’è la Roma delle ricche signore, la provincia del degrado mascherato da benessere, ci sono alcuni cani, qualche brindisi e delle lettere scritte a mano. E soprattutto c’è la storia di una grande amicizia”: recita così la bandella del libro di Alekos, classe ’83 e origini siciliane, che, superati i trent’anni, ha deciso di mettere nero su bianco tutta la sua rabbia verso un sistema che non crea opportunità, ma soprattutto verso una generazione che subisce in silenzio. Una società, secondo lui, che vive un degrado di tipo urbano appena varcata la soglia della periferia, visibile nelle strade dissestate o nei palazzoni gialli e malandati, ma al tempo stesso anche uno di tipo epocale proprio al centro della città, dove un bar elegante o una palazzina restaurata, non compensano di certo l’assenza totale di attività culturali.
L'autore Alekos Rundo

L’autore Alekos Rundo

“Una delle ragioni che mi ha spinto a esprimere questa forte visione critica dei giovani e dell’oggi – spiega Rundo – e dunque ad autodenunciare anche me stesso, è la facilità con cui viviamo questa decadenza reputandola normale, come se con il tempo ci fossimo abituati alla corruzione, alla disonestà, allo sfruttamento”.
Una società che vedrà la sua condanna nella rassegnazione, nell’abitudine a un male che non si combatte, di cui non si può o non si vuole essere consapevoli. “La favola c’è – svela – ed è Chiara, ma non posso proprio dirvi perché. Per saperlo dovrete leggere il libro”. Il romanzo, che ha per protagonisti due personaggi agli antipodi, Max e Paolo, racconta due approcci differenti alla vita nella comune sventura però di dover affrontare la crisi, economica e intellettuale, che attraversa oggi il nostro Paese.

La copertina del libro "Vi salvo io"

La copertina del libro “Vi salvo io”

E la copertina, realizzata dall’intuizione creativa del grafico Eugenio Fabrizi, presente in sala, rappresenta in un fotogramma di pittura digitale, il focus della storia.

Intrecci interessanti, ironia e un mistero da svelare, in un’opera che vuole essere solo un punto di partenza. Sì, perché oggi Alekos, giovane promessa della narrativa italiana, lavora come commesso per un famoso marchio di abbigliamento sportivo. Vorrebbe vivere della sua passione, la scrittura, ma è consapevole che, almeno in Italia, non è così semplice. Alla domanda che cosa farai in futuro? risponde: “Questo è un quesito che mi mette davvero in crisi, perché a oggi proprio non lo so. L’unica certezza che ho, è che non smetterò di scrivere, senza alcun dubbio”.
Il 31 ottobre la presentazione di “Roma Caput Zombie”
Il prossimo incontro di Librinfestival si terrà il 31 ottobre alle ore 19, presso Tsopela, in via G. Oberdan 12 a Monterotondo, per la presentazione del libro “Roma Caput Zombie” di Marco Roncaccia. In occasione di Halloween sarà presente la truccatrice Aza Ozba che realizzerà Horror Face-painting a chiunque vorrà trasformarsi in una “creatura del male”, almeno per una sera.
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A Monterotondo arriva Librinfestival, la prima maratona letteraria eretina

di Rara Piol

Silvia Di Tosti

Silvia Di Tosti

Venerdì 26 giugno, alle ore 18.00, presso Baratto lib(e)ro in via Nazario Sauro 48, nel centro storico di Monterotondo, c’è stato un’interessante appuntamento con editori, scrittori, giuria, lettori e curiosi per la presentazione della Iª edizione della maratona letteraria Librinfestival, che si concluderà a giugno 2016.

Il progetto è stato presentato lo scorso 30 maggio da Mestierelibro con la collaborazione di Silvia Di Tosti di Baratto lib(e)ro, all’interno della Fiera delle arti e dell’editoria “LIBRI, Dove.” suscitando grande interesse fra gli intervenuti. “Baratto Lib(e)ro – spiega Silvia – nasce come scambio di libri usati e prosegue la sua attività, a tutto oggi, ormai da più di quattro anni, all’interno del circolo SEL di Sinistra Ecologia Libertà Monterotondo. Nel tempo – prosegue – amplia l’offerta culturale proponendo maratone di lettura, reading a tema, presentazione di libri e letture animate per bambini e ragazzi. Partecipa con il suo scambio itinerante ad alcuni eventi del territorio, Festa di quartiere, Scendi si legge in strada, Giornata della Pace. Organizza l’evento in memoria di P. Impastato del 9 maggio 2014. I suoi eventi sono segnalati tra quelli, a livello nazionale, proposti da Caterpillar, Caffeina, Flashbook – letture a ciel sereno, ‪#‎ioleggoperchè‬ e ‪#‎IlMaggioDeiLibri‬ 2015. Vi aspettiamo numerosi per conoscere questa nuova iniziativa, che ha protagonista come sempre la cultura”.
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