Il Pediatra Risponde: “Come aiutare i nostri bambini a tornare a scuola carichi di energia?”

di Rara Piol

Il pediatra, Dott. Ennio Carrara
Il pediatra, Dott. Ennio Carrara

Il Dottor Ennio Carrara, Medico specialista pediatra di Fonte Nuova, ci spiega come meglio affrontare il rientro a scuola dei nostri bambini, facendo attenzione a tutti quegli aspetti importanti che contribuiscono alla loro crescita e formazione.

Riposo, favorite il giusto ritmo del sonno

È chiaro che le ore di riposo notturno necessarie debbano essere otto, poi, ovviamente, ogni bambino vive una situazione diversa. In vacanza gli orari sono più elastici, dunque è bene regolarizzarli qualche tempo prima della ripresa scolastica. Durante la settimana è consigliabile andare a letto presto, così da favorire la giusta ricarica energetica che serve al corpo per affrontare la giornata a scuola. E il riposino pomeridiano? Beh, diciamo che a partire dalle scuole elementari il bambino dorme sempre meno il pomeriggio, perché occupato a svolgere i compiti o magari un’attività sportiva. Qualora si sentisse stanco può sicuramente fare un pisolino, senza esagerare però, altrimenti starà alzato durante la tarda serata .

Alimentazione, limitate gli snack extra

Durante l’estate le giornate sono più lunghe e le attività fisiche del bambino si moltiplicano: questo aumenta spesso il suo appetito e, sbagliando, si tende a concedergli troppi “extra”, come il gelato oltre la merenda. Pensate che la patologia infantile più riscontrata da noi pediatri è proprio l’obesità e l’estate l’infante è solito ingrassare. Per questo è importante non saltare alcun pasto e cominciare la giornata con una ricca colazione, se possibile insieme a mamma e papà, così da costruire una sana routine alimentare. Il mio consiglio, soprattutto se c’è una tendenza a prendere peso, è la classica dieta dissociata: a pranzo un primo piatto e la sera un secondo con contorno. E a merenda? Tanta frutta e, una tantum, un bel gelato!

Il vaccino, cosa c’è da sapere

È assodato che dalla scuola materna a quella elementare, nel periodo autunno/inverno, i bambini tendano ad ammalarsi, soprattutto al livello dei processi catarrali. Per questo suggerisco il vaccino anticatarrale: i “lisati batterici” vengono somministrati per circa tre mesi, mentre i “ribosomiali” per un tempo più prolungato. Entrambi introducono nell’organismo del bambino i germi o gli estratti de germi della malattia, favorendo la produzione degli anticorpi, senza alcun effetto collaterale. Quindi mio figlio non si ammalerà? Il vaccino non garantisce l’immunità dalla malattia, ma ci sarà meno incidenza di infezione e soprattutto meno intensità, perché proteggerà e rinforzerà il sistema immunitario.

Mal di pancia: realtà o finzione?

Quando l’infante lamenta una sofferenza asintomatica legata magari a un disagio scolastico è necessario osservarlo e capire come intervenire: se il malessere si presenta durante la fase di passaggio dalle scuole elementari alla scuola media, è chiaro che potrebbe essere dovuto al cambiamento e dunque trattarsi di un disagio momentaneo, che si supera dopo un paio di mesi generalmente. Se invece si protrae, sarà bene farlo visitare dal pediatra che, una volta escluse patologie quali indigestione, alterazione della flora intestinale e/o intolleranze alimentari, può avvalersi di una consulenza psicologica. Anche la stipsi è un aspetto psicosomatico? Sì, perché è difficile che il bambino sia stitico senza un motivo: per esempio nella fase in cui abbandona il pannolino, perde una sicurezza ed è facile che abbia difficoltà a defecare. Questo vale anche per la scuola ovviamente, perché il bambino lascia la sicurezza della casa per ritrovarsi in un ambiente nuovo al quale deve abituarsi.

Sport, è bene praticarlo regolarmente

Al giorno d’oggi è sempre più difficile vedere i bambini giocare in cortile o sul prato all’aria aperta, questo a causa purtroppo sia dei pericoli che la strada nasconde sia della tecnologia che comporta l’isolamento e, soprattutto, la sedentarietà. Per questo è fondamentale che l’infante scelga l’attività sportiva che più gli piace e la pratichi con regolarità durante la settimana: non solo aiuterà a rafforzare il suo corpo fisicamente, ma gli permetterà di scaricare lo stress psicologico, rendendolo un bambino più sereno e tranquillo.

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