Un secolo e mezzo fa c’era Matilde Serao, oggi c’è Selvaggia Lucarelli: grazie italia.

di Rara Piol
Presentazione standard1Il 7 marzo del 1856 nasceva Matilde Serao, la prima giornalista donna che fondò e diresse un quotidiano in Italia (Il Mattino, con Edoardo Scarfoglio, che vide il suo primo numero uscire il 16 marzo del 1892). Oggi, sempre in Italia, noi abbiamo Selvaggia Lucarelli.
Da giorni circolano diversi articoli (troppi, direi) sui diverbi televisivi tra Selvaggia Lucarelli e alcuni partecipanti di “Ballando con le stelle”, il talent show di Rai Uno condotto da Milly Carlucci da oltre dieci anni.
Ma chi è Selvaggia Lucarelli? Fino a ieri queste erano le informazioni in mio possesso: un’opinionista che crede di fare satira sparando stronzate su tutto e tutti, infilando ovviamente un termine sofisticato della lingua italiana qua e là, perché si sa ‘fa figo’; una che, a detta di molti, è “solo una stronza antipatica”. È chiaro che si tratta di scarsi elementi per farsi un’idea di chi sia veramente questa persona, insomma uno vuole continuare a sperare che, per essersi fatta un nome, qualcosa sappia pur fare. Non fraintendetemi. Sempre fino a ieri, non avevo alcun interesse a sapere chi fosse.
Così il primo sito che ho consultato è stato Wikipedia e, onestamente, non ho aggiunto dati così rilevanti a quanto già sapevo. Vediamo. Il primo trafiletto recita: “Selvaggia Lucarelli (Civitavecchia, 30 luglio 1974) è un’opinionista, conduttrice televisiva, blogger, conduttrice radiofonica e scrittrice italiana”. Ok, un sacco di cose insomma. Ma andiamo avanti, approfondiamo. Biografia: non pervenuta. Per quanto abbia cercato il suo percorso di studi, niente. Non che questo conti sempre, sia chiaro. Tralascerei l’attività teatrale, ininfluente a mio parere. Arriviamo subito al boom, nel momento in cui il suo nome comincia a circolare. Diventa nota al pubblico nel 2002 per il suo blog “Stanza Selvaggia” (avevo circa quindici anni e un computer in casa, nonostante ciò non avevo la più pallida idea di chi o cosa fosse) e, senza alcun titolo, comincia a scrivere su testate giornalistiche. D’altronde in Italia funziona così, c’è un mucchio di gente che occupa posizioni professionali senza averne le qualifiche.

 

Dalla carta stampata approda alla televisione, con ospitate nei reality show, sempre nel ruolo di opinionista: programmi di alto livello culturale insomma. Nel 2006 partecipa anche a uno di questi, il più becero, “La fattoria”, condotto su Canale5 da un altro ‘male’ della nostra società: la D’Urso. L’Arnoldo Mondadori Editore e la Rizzoli le pubblicano due libri, uno comico, l’altro inserito nella categoria romanzi. Un’altra “fottitura” (passatemi il termine) tutta all’italiana: quando invii il tuo manoscritto alle case editrici, se e qualora esse decidano di rispondere, si prendono dai quattro ai sei mesi di tempo solo per leggerlo. Questo è quello che dicono, poi chissà se lo faranno mai. Altre manco lo sfogliano e ti spediscono un bel pacchettino di offerte per pubblicare la tua opera a caro prezzo, promettendo promozione e pubblicità. È un inganno, diffidate.
Tornando alla brillante ascesa della Lucarelli, dopo la radio e programmi su gossip e luoghi di tendenza, diventa giurata prima di “Notti sul ghiaccio” e poi di “Ballando con le stelle”. Solo che i concorrenti di quest’anno, tra cui Platinette e Asia Argento, proprio non subiscono l’opinionista di Civitavecchia e non lo nascondono, tacciandola di analfabetismo e di non avere le credenziali per poter, appunto, giudicare.
Ora, cercando questo genio della penna su Google, dopo la pagina di Wikipedia c’è il suo blog. Io ho provato a leggere per intero uno dei suoi post, giuro. Ci ho provato sul serio. Sono tra il noioso e lo spocchioso, l’insulso e l’arrogante. Uno però l’ho terminato, quello sulle presentazioni dei libri e gli otto personaggi che si incontrano solitamente a questi eventi. Beh, l’incipit vince: “Se fate parte di quel due per cento di italiani che non ha ancora scritto un libro, sappiate che vi state privando di un’esperienza indimenticabile”. Esatto, proprio a sottolineare che oggi in Italia tutti scrivono un libro, ma proprio tutti. Compresa te, mia cara Selvaggia. E dovresti ringraziare il santo che ti permette di poterli descrivere quegli otto tipi di persone che, ancora non mi spiego come, erano presenti agli incontri con te.
Fra cinque minuti tornerò a disinteressarmi della Lucarelli e ad associare a questo cognome personaggi e amici che reputo brillanti persone. Ah, dimenticavo. Selvaggia Lucarelli scrive per Il Fatto. Sì. Perché che scriva su Libero onestamente non mi sorprende e manco mi dispiace. Ma sul Fatto. Cazzo, sul Fatto no. C’è sempre meno spazio per le Matilde Serao, e sempre troppo invece per le Selvaggia Lucarelli, Barbara D’Urso & co. Grazie italia.

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