Rara Piol

Home » Attualità » #Dimartedì: Corrado Augias e quelle parole che pochi hanno compreso

#Dimartedì: Corrado Augias e quelle parole che pochi hanno compreso

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

di Rara Piol

augias-la7Ieri sera ero seduta tra il pubblico a Di Martedì, la trasmissione condotta da Giovanni Floris su La7. Tra gli ospiti c’era Bersani, che ha provato a spiegare le ragioni del suo sì al prossimo referendum sulla riforma costituzionale, anche se, dopo aver espresso diversi punti di disaccordo con la stessa, al conduttore è venuto spontaneo chiedere: “Allora perché vota sì?”, trovando l’approvazione degli spettatori presenti. La Gruber, che ha parlato del suo libro “Prigionieri dell’Islam” (edito da Rizzoli), affermando che gli italiani siano, appunto, prigionieri del pregiudizio e dell’ignoranza nei confronti del popolo islamico e al contempo gli stessi musulmani siano vittime di un’interpretazione oscurantista e retrograda del Corano. C’era la Palombelli, l’Avv. Bertucci e Belpietro, che hanno parlato di truffe; la Rasio, Beha e il Prof. Spisni che hanno confermato quanto mandato in onda dai servizi: e cioè, in sintesi, che quando mangiamo le patatine fritte in busta tra gli ingredienti manca quello principale, la patata; quando laviamo i piatti con il detersivo ingeriamo roba chimica che resta sulle stoviglie e che, quando scegliamo di comprare il parmigiano e lo facciamo grattugiare al supermercato, ci portiamo a casa diversi tipi di batteri e stafilococchi. Morale della favola, dovremmo imparare a nutrirci di foglie e forse nemmeno di quelle. C’era Cazzola e l’Alessandrucci sul tema del prestito pensionistico e l’arrivo della famosa busta arancione.

ImmagineE poi c’era Augias. E quelle parole su Fortuna Loffredo e il delitto di Caivano che hanno scatenato una bufera di commenti sui social. “La guardi bene… guardi com’è atteggiata, e com’era pettinata, e come sono i boccoli che cadono…” – dice lo scrittore. E ancora: “Questa è una bambina che a 5-6 anni si atteggiava come se ne avesse 16”. È chiaro che a un ascolto superficiale sia facile cadere in un’interpretazione errata. Credo sia abbastanza ovvio però che Augias non volesse in alcun modo giustificare le violenze subite dalla bambina, né affermare che un atto del genere possa essere, o essere stato, provocato. Penso che volesse rifarsi a un discorso molto più generale. Lo chiarisce, secondo me, la frase con cui conclude il suo pensiero: “Questo stridore mi fa capire che anche lì si erano un po’ persi i punti di riferimento”. E cioè che oggi i bambini sono figli di una società che gli toglie l’innocenza prima del tempo, che li fa crescere a pane e televisione, imponendo loro i modelli sbagliati. Parlo di società, badate bene. Non voglio entrare nel merito genitoriale della questione di Caivano, sia chiaro. Una società distratta e allo stesso tempo manipolatrice, che alle torte di terra e acqua che facevamo in giardino sostituisce i selfie e un lucidalabbra alla moda.

Perché quella di Augias potrà essere anche stata una gaffe, però è ben lontana dall’interpretazione che il popolo del web ha voluto dare. La tv e ancora di più il mondo di internet corrono sempre più veloce e ci vogliono superficiali. Non lo siamo. Fermiamoci a riflettere su quello che leggiamo, ascoltiamo, vediamo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Statistiche del Blog

  • 28,368 visitatori
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: